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PROPOSTE PER LE SCUOLE
Ricomincia la scuola, ripartono le attività di educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile del nostro Centro. Sostenibilità dei gesti quotidiani, diminuzione dei consumi energetici, pratiche meno energivore, produzioni da fonti...
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Panta Rei è un Centro di esperienze per l'educazione e la formazione allo sviluppo sostenibile, un villaggio ecologico posto sulle colline prospicienti il Lago Trasimeno in Umbria.
L’esperienza nel campo dell’educazione ha dimostrato che il fare è il miglior maestro per acquisire quella 'cultura ambientale' senza la quale risulta impossibile orientare il nostro agire in termini di sostenibilità e durata. A partire dalla trasformazione degli atti della quotidianità, della gestione e uso degli spazi e delle pratiche domestiche, è possibile rendersi immediatamente consapevoli dei legami esistenti fra l’uomo e il suo ambiente. Tali legami sono spesso occultati dalla distanza fra la sorgente delle risorse naturali ed artificiali che consumiamo e i depositi degli scarti che lo stesso consumo produce.
Panta Rei è un luogo dove tali distanze vengono eliminate, dove è possibile seguire, attraverso l’esperienza diretta, i vari cicli naturali (alimentare, energetico, idrico, domestico, edile). Il Centro Panta Rei, così come è stato strutturato, rende possibile la sperimentazione e verifica sia degli apporti delle tecnologie appropriate, che degli elementi materiali e culturali recuperati dalla tradizione, insomma tutto ciò che può favorevolmente sostenere un cambiamento di stile di vita verso una diminuzione dei consumi, ma soprattutto degli sprechi.
Il Centro Panta Rei non svolge esclusivamente funzioni pedagogiche e sperimentali, ma le sue attività sono mirate anche a interagire con le realtà locali che in vario modo producono o consumano ambiente. Le conoscenze che acquisisce nel suo processo di crescita sono messe a disposizione in modo tale da fornire il proprio contributo alla costituzione di una rete locale, e non solo, per lo sviluppo sostenibile dell’area del Trasimeno.

Panta Rei nasce a seguito della riflessione sul bisogno di momenti educativi per l’uso e la gestione delle risorse e del territorio; il messaggio implicito dell'attuale modello di sviluppo è che possiamo disporre liberamente di tutto ciò che ci circonda, che possiamo trasformarlo, manipolarlo e sfruttarlo come più ci piace, che le risorse sono illimitate, per cui il superfluo si getta, ogni cosa si può comprare e ricomprare e nessun processo energetico, alimentare o di consumo è legato a un ciclo naturale visibile di cui sia possibile misurare facilmente le conseguenze sull’uomo e sull’ambiente.
L’uomo produce e si riproduce per la conservazione di sé e della sua specie, ma raramente si preoccupa delle condizioni ambientali che lascia come eredità alle prossime generazioni. Eppure un’attenzione maggiore alle risorse naturali, un consumo legato ai bisogni reali, una modalità nello stare insieme non esclusivamente basata su competizione e profitto, sono diventati inderogabili per la nostra società.

La sola informazione non basta, però, a modificare abitudini consolidate: è necessario vedere, toccare, vivere la possibilità di soluzioni alternative. Da qui l’idea appunto di progettare, costruire e far funzionare un Centro in cui ragazzi e adulti possano trascorrere un periodo durante il quale, stando e lavorando insieme, si possa vivere e praticare quotidianamente una corretta gestione delle risorse umane e naturali, sperimentando fonti energetiche, forme produttive e tecniche costruttive capaci di rispettare ed esaltare le caratteristiche dell'ambiente in cui si va ad operare.
Un Centro dove si possano vedere applicati i principi d’uso appropriato delle risorse, dalla costruzione delle strutture abitative, alla produzione e gestione di tutte le forme d’energia necessarie per viverci.






Il progetto Panta Rei nasce con la volontà di recuperare un'area agricola abbandonata e degradata, ma con forti potenzialità. L'idea matura all'interno della cooperativa "La Buona Terra", proprietaria del terreno e delle strutture, che gestisce un'azienda agricola a conduzione biologica e opera come fattoria scuola dalla fine degli anni '80.
Intorno a questa idea si raccoglie un gruppo di persone che, nel novembre del 1992, si costituisce in cooperativa, muovendosi alla ricerca di collaborazioni e risorse per approfondire gli intenti iniziali ed elaborare un progetto esecutivo.
Un passaggio fondamentale è l'individuazione del Programma LEADER II come possibile fonte di finanziamento e l'ingresso di nuovi soci, provenienti da esperienze diverse, ma accomunati da un'idea, da un sogno che nel corso degli anni è venuto sovrapponendosi e incontrandosi con la realtà di tutti i giorni.
Mancava ancora un progettista competente, che soprattutto, condividesse i valori e le finalità della cooperativa per trasformarli in soluzioni tecniche. Determinante in questo senso è stato l'incontro con l'Atelier Ambulant d'Architecture, associazione europea di architetti ambulanti, che lavoravano al momento in Italia, Francia, Austria e Germania su progetti di rivitalizzazione socio-ambientale realizzati in autocostruzione. Il gruppo non è composto soltanto da architetti, ma si apre ad altre figure professionali per avere un approccio multidisciplinare, che cerca di ridefinire il ruolo e le responsabilità dell'architettura rendendola meno astratta e più vicina ai suoi destinatari.
Il progetto di massima scaturisce così da una collaborazione molto stretta tra i due gruppi, in una relazione di interscambio fra le esigenze e le esperienze dei soci della cooperativa e le compentenze e le idealità di Aad'A.
Questa prima fase si conclude con la concessione di un co-finanziamento da parte del Gruppo di Azione Locale (GAL) Trasimeno-Orvietano.
La realizzazione del Centro parte dal recupero di tre strutture zootecniche costruite negli anni '70 e non più utilizzate dai primi anni '90, che si trovano nel comune di Passignano sul Trasimeno.
La scelta di recuperare le strutture, anziché demolirle per costruire ex novo, è uno dei punti fondamentali del progetto architettonico, perché in questo modo si è mantenuto un legame con la storia dell'area, mettendo in primo piano l'idea del recupero e della possibilità di ricostruire in stretta relazione con la storia dei luoghi e con l'utilizzo di materiali naturali e tecniche tradizionali integrandole con progettazione di qualità e attenzione all'ambiente ed al paesaggio. Passato presente e futuro si intrecciano, il nuovo intervento parte da un supporto già esistente senza nasconderlo, ma cercando di integrarsi con esso nel miglior modo possibile.
Gli edifici sono stati recuperati utilizzando materiali da costruzione a basso impatto ambientale nella loro produzione, messa in opera ed uso, come legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra, canna di lago, che creano un forte contrasto con le strutture d'acciaio. In questo modo si distingue chiaramente il vecchio e il nuovo, le ex strutture zootecniche e gli interventi di miglioramento apportati.
Punto nevralgico della progettazione la volontà pedagogica e formativa, l'ambizione di diventare un luogo di ricerca e sperimentazione, un luogo in cui imparare facendo: ogni elemento è stato costruito in modo che i materiali di cui è composto si possano toccare e vedere. L'architettura a Panta Rei vuole arrivare a sollecitare i sensi dell'uomo e a coinvolgerli tutti: i diversi colori degli intonaci di terra cruda, l'odore del legno trattato con impregnanti naturali, la sensazione prodotta toccando un muro di balle di paglia, i suoni dell'acqua che scorre nelle vasche, stare a Panta Rei diventa un percorso per risvegliare i sensi, ogni spazio esprime un messaggio, suscita una sensazione.
I lavori per la realizzazione del Centro sono iniziati nell'agosto del 1999, con la bonifica della zona (es. smaltimento eternit). Si è proseguito con il recupero delle strutture aprendo un cantiere attento alle condizioni di salute e lavoro, ma che fosse anche un momento di formazione e di sensibilizzazione dei partecipanti e delle forze produttive del territorio. Panta Rei è stato ed è un cantiere permanente, un organismo in costante evoluzione anche grazie all'apporto dei partecipanti, che ricavano informazioni, competenze, conoscenze, pratiche, tecniche attorno ai temi della sostenibilità e ai temi del costruire e del produrre nel rispetto dell'uomo e dell'ambiente.
Fino ad oggi (ed è nostra intenzione continuare), durante workshop, campi di lavoro, campi scuola, corsi di formazione, seminari, progetti di agricoltura sociale, sono stati realizzate parti importanti delle strutture e degli impianti anche grazie al supporto di Scuole, Università, persone singole o associate, aderenti ad ANAB, INBAR, AVS, Ingegneria Senza Frontiere, Legambiente, WWF, Giovani Europei e molte altre associazioni.
Grazie al Servizio Civile Internazionale, al Servizio Civile Europeo, al Servizio Civile Nazionale, ai progetti Socrate, giovani di tutto il mondo hanno dato una mano importante ai soci nella autocostruzione delle strutture e della stessa identità del Centro Panta Rei. Tutte queste esperienze hanno portato alla cooperativa e ai suoi operatori una grande ricchezza in termini di formazione e confronto anche con altre culture.
Lavoriamo per aumentare la diffusione di buone prassi nella gestione dei beni comuni, su progetti e attività incentrate sulla pedagogia del fare, sul cantiere permanente come strumento di supporto per le scuole, i formatori, le associazioni ed i privati interessati ad una metodologia legata alla pratica ed al rispetto dei luoghi, del paesaggio, delle persone e dell'ambiente. Dalla fusione di Panta Rei e La Buona Terra è nata la Cooperativa di Sperimentazione Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile Società Cooperativa Agricola, mantenendo ed incrementando rapporti e collaborazioni, fra le più importanti da ricordare quella con l’Architetto Rainer Toshikazu Winter, responsabile del laboratorio Ecoform, curatore prima per AADA e poi in rapporto privato della progettazione architettonica del Centro Panta Rei.
Prova a scovare tutte le zone cliccabili sulla mappa: otterrai preziose informazioni sul Centro Panta Rei.

Dalla ristrutturazione di un vecchio fienile sono state ricavate le camere caratterizzate da semplicità e confort. Paglia, terra, legno, sughero, canna di lago, vetro, porotherm, calce e coccio pesto, alluminio sono i principali materiali utilizzati.
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Dalla ristrutturazione di un vecchio ovile sono stati ricavati cucina, sala da pranzo e laboratori. Terra, paglia, vetro, legno, sughero, canna di lago, calce e rame sono i principali materiali utilizzati. Sono state invece usate murature in terra cruda per l'accumulo termico e in terra e paglia per l'isolamento.
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Dalla ristrutturazione di una vecchia sala mungitura è stata realizzata una struttura adatta per l'ospitalità di gruppi autogestiti, scolaresche e i volontari di breve e lunga permanenza del Centro.
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Acque grigie e nere vengono convogliate in un impianto di depurazione naturale che, sfruttando canne del lago e ghiaia, depura l'acqua e la accumula in un laghetto; viene poi prelevata da una pompa alimentata da un pannello fotovoltaico e riutilizzata negli sciacquoni di tutto il Centro.
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Il centro è riscaldato grazie alle fonti energetiche rinnovabili (sole e biomassa) con caldaie ad alto rendimento e distribuzione del calore con impianti a parete e a pavimento. Importante l'apporto solare passivo della serra d'accumulo termico.
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Il centro è immerso in un bosco di querce convertite ad alto fusto ed ha un orto ed un frutteto biologici. Annessi agricoli realizzati con materiali naturali completano le strutture a disposizione degli ospiti.
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Abbiamo in previsione di realizzare nuove strutture ad integrazione del costruito. Tali strutture avranno carattere fortemente innovativo per l'emissione di CO2, il risparmio energetico, la scelta dei materiali.
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