Campi estivi residenziali – Luglio 2012

Soggiorno di vacanza al lago Trasimeno
tra natura, arte, gioco e sport

Anche quest’anno il nostro centro organizza centri estivi residenziali per ragazzi, la metodologia è la stessa dei campi scuola con integrazione di esperienze fatte fuori da panta rei in maniera da portere i ragazzi sul territorio avendo a disposizione più giorni di permanenza. Ambiente dunque visto con la lenti della sostenibilità e della biodiversità, ma anche cultura, sport, arte e gioco che diventano paritari rispetto alla proposta consolidata dei campi scuola. La proposta è valida per singoli e gruppi organizzati, i campi siterranno solo se si raggiunge il numero minimo di 15 iscritti.

Scarica informazioni dettagliate: campi estivi al trasimeno2012

Per informazioni:

tel. e fax 075/8296164 mobile 3406090841
mail: info@pantarei-cea.it

 

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Campi 2012

Campi di lavoro 2012
dal 17 giugno al 22 luglio
presso il cantiere permanente di
Panta Rei
di Passignano sul Trasimeno

Per questa estate abbiamo programmato dei campi di lavoro per la costruzione/manutenzione delle strutture, realizzate in bioedilizia e degli spazi esterni.

Potrete partecipare per brevi o lunghi periodi, in relazione alle condizioni meteorologiche, a diverse attività:

  1. costruzione, stuccatura e manutenzione pareti in terra e paglia;
  2. manutenzione e recupero intonaco in terra cruda (varie tecniche dal rinzaffo alla finitura);
  3. laboratorio di lavorazione e manutenzione del legno;
  4. conduzione orto sinergico;
  5. realizzazione percorsi didattici nel bosco;
  6. manutenzione giardino diffuso, cura e piantumazione di fiori ed erbe officinali;
  7. altre attività di manutenzione e cura del centro;
  8. tamponatura e intonaco in terra cruda e materiali naturali (canna, lana, paglia) casa sull’albero.

Una buona occasione per contribuire alla costruzione del villaggio ecologico e ricevere formazione teorica e pratica su temi all’avanguardia, ma poco diffusi e praticati.
Il costo comprensivo di vitto e alloggio 50,00 euro a settimana.
Per aderire ai campi di lavoro è necessario contattarci indicando il periodo di disponibilità, le eventuali aree di interesse, il mezzo di trasporto utilizzato per arrivare.
Per qualunque altra informazione non esitate a contattarci.
Mail:  info@pantarei-cea.it
Tel:    075.8296164
Cell:  340.6090841 -  328.6982704

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dicono di noi

Articolo su pianeta PSR

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Pasquarei, ci verrei, a panta rei, cambierei.

http://www.ilcambiamento.it/evento/pasqua_vegan_riot_cambiamento_2012/

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“Intrecci da non perdere”

Sabato 17 e Domenica 18 Marzo 2012 presso
il Centro Panta Rei

Due giorni dedicati alla cesteria, agli intrecci e alle  piante utili

Fine settimana al centro Panta Rei all’insegna della tradizione, seguiti da Dino Mengucci e Andrea Magnolini potrete incamminarvi in un viaggio tra passato e presente e recuperare o acquistare capacità e manualità perse nel tempo o dimenticate. Si tratta di lavorare insieme vimini e materiali adatti per l’intreccio, da cesti di varia forma e dimensione a lavori che danno libero sfogo alla fantasia, al gazebo vivente di panta rei.
2 giornate con due tipologie di attività diverse e possibilità di partecipare sia ad una che ad entrambe.
Qui potete scaricare il programma con informazioni più dettagliate: programma

Per informazioni e iscrizioni: Andrea Magnolini 347 2237427 magno_lini@yahoo.it www.passileggerisullaterra.it

Per chi vuole fermarsi due giorni a Panta Rei
Vitto e alloggio per i due giorni al costo di 45 euro comprensivo di pernotto più colazione (il centro fornisce lenzuola e coperte, ma non gli asciugamani), un pranzo e una cena.
Pranzo o cena al costo di 15 euro a pasto (2 pasti 25 euro, pernotto più colazione e un pasto 35 euro, solo pernotto con colazione 25 euro)

Ospitalità e pasti: info@pantarei-cea.it tel e fax 0758296164 cell 3406090841 www.pantarei.it

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BrownShift – il viaggio senza metà dell’educazione ambientale

Premessa (visto che ho riflettuto per altri scopi, rifletto le riflessioni)

L’educazione ambientale non è fondata come scienza, direi che non può essere affrontata dal punto di vista epistemologico, quindi non ha una sua euristica; nella descrizione comune che ne viene fatta e che viene accettata di solito viene considerata elaborazione recente che a seguito dei cambiamenti climatici e della centralità assunta nella società, si è trasformata in educazione alla sostenibilità (esiste una corrente recente che vorrebbe nominarla come educazione alla sobrietà). Mantiene forete eterogeneità che la arricchisce, ma che ne indebolisce le possibilità di essere definita in modo univoco. Dal mio punto di vista, all’interno dell’insieme delle varie educazioni, l’educazione ambientale rimane l’insieme più grande che contiene sia le attività legate all’ambiente, che quelle legate alla sostenibilità, che quelle legate a particolari cicli produttivi come la fattoria didattica, che quelle legate alla didattica del patrimonio. L’educazione ambientale funziona quando definisce contenuto, contenitore, metodo e scopo in maniera netta e precisa, di volta in volta questi quattro elementi variano (con poco spostamento del metodo) andando a definire dei sottoinsiemi con caratteristiche proprie e caratteristiche simili, ma sempre dentro la cornice di riferimento metodologica dell’educazione ambientale. Da questa prima parte del ragionamento ho escluso gli attori dell’educazione ambientale, le persone direttamente ed indirettamente interessate (ad esempio alunni fruitori di un percorso e famiglie che ricevono effetti indiretti al rientro degli alunni a casa), ma che sono parte fondamentale e che meritano un discorso a parte.

Generalmente, ad oggi queste attività sono in piccola parte finanziate o cofinanziate dal Pubblico, in misura ancora minore (vista la scarsa attitudine italiana ad attivarli) cofinanziate dalla Comunità Europea, per la maggior parte pagate direttamente dai fruitori dei percorsi. Non c’è grande coordinamento e rispetto reciproco tra i soggetti che si occupano di educazione ambientale (Ministero, usr, scuole, enti locali, centri di educazioni ambientale, imprese che attivano percorsi legati alla propria missione d’impresa, vedi gesenu, coop, conad, o associazioni che entrano nelle scuole per “spiegare” le proprie attività).

Situazione normativa umbra

In Umbria esiste da due decenni la rete infea, legata alla struttura regionale del Cridea e composta da circa (il numero è variabile, ma oscilla sempre intorno a questa cifra, fra mortalità e natalità) 20 Centri di educazione ambientale. E’ molto eterogenea, abbiamo associazioni, imprese, enti, scuole, centro della forestale, che richiedono di poter entrare a far parte della rete e si sottopongono ad un processo di accreditamento volontario che esamina la richiesta (contenuto, contenitore e materiale umano) e che valuta, di volta in volta, la congruità della stessa e secondo criteri stabiliti ammette all’interno della rete. Il beneficio principale, per ora, rimane la partecipazione ad alcune attività in maniera esclusiva rispetto ad altri soggetti che fanno educazione ambientale, ma si muovono all’esterno della rete. La carenza di fondi fa si che il beneficio sia sempre minore. Dal punto di vista degli operatori è stato definito un repertorio di competenze per chi svolge questa attività, pubblicato sul BUR, ma siamo in attesa del percorso di certificazione di queste competenze così da capire cosa “tocca sapere” per fare l’educazione ambientale. Fra gli Istituti scolastici presenti nella Rete Infea cito, il Laboratorio di Allerona (anche Agenzia Formativa) e il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno in cui i sussidi della normale didattica diventano strumenti per la realizzazione di laboratori e di proposte rivolte ad un’utenza non strettamente scolastica o comunque non semplicemente legata agli alunni degli istituti.

Per quanto riguarda la fattoria didattica esistono sia la legge che il regolamento che il repertorio delle competenze e dunque il processo di accreditamento che certifica la professionalità e la possibilità di esercitare l’attività per gli operatori. Quella delle fattorie didattiche è una rete in continua crescita che in questa prima fase è per lo più composta da agriturismi che diventando fattorie didattiche beneficiano di una normativa igienico sanitaria e residenziale meno stringente della normativa agrituristica (ragionamento cinico, ma realista).

Presente

L’educazione ambientale è oggi il luogo dalle mille potenzialità e io vedo il rischio di quello che definiamo simbolicamente imbuto progettuale, troppe idee e progetti potenzialmente validi che nella ricerca di concretezza per tutti si ostacolano a vicenda impedendo la realizzazione piena, progressiva e graduale delle potenzialità individuate. Grande confusione tra i vari assi del piano infea con la parte informativa che oggi sovrasta la parte educativa alla ricerca di conforto sulla quantità. A titolo di esempio scendo su questioni specifiche per evidenziare le possibili contraddizioni che vanno sciolte(non ho mai considerato il numero dei partecipanti alle attività proposte come unico elemento di giudizio della bontà di un percorso, è elemento importante, ma non prioritario).   I ragionamenti successivi che indicano linee di indirizzo e di lavoro sono fatti su criteri puramente personali.

Metodo

Si può agire su quella che definisco interpretazione ambientale, con proposte interessanti, più o meno laboratoriali, generalmente brevi, in cui al confine fra scuola e educazione ambientale, si lavora per aumentare la vicinanza fra persone e ambiente per spiegare modi di produzione, per “far vedere meglio”, con lo scopo di aumentare la consapevolezza e sviluppare un senso di appartenenza e di empatia con l’ambiente che ci circonda. Se ben progettate, queste attività risultano piacevoli per gli ospiti, creando le premesse per centrare l’obiettivo educativo di aumentata consapevolezza. Facile scivolare sulla buccia di banana del trasferimento dell’informazione da chi sa a chi non sa con negazione dei principi fondanti dell’educazione ambientale.

Le attività di educazione ambientale vere e proprie si dipanano generalmente su tempi più lunghi, sono oggetto di progetto e di verifica, hanno l’ambizione di agire su consapevolezza, conoscenza e atteggiamenti e di porre gli utenti di fronte alla possibilità di scelta di modificare le proprie abitudini in direzione maggiormente rispettosa dell’ambiente che ci circonda, grazie sia all’aumentata conoscenza sia al “fare” (anche al capire facendo o meglio per me capire ripensando a ciò che si è fatto) elemento distintivo dei progetti di educazione ambientale.

Persone

In questo caso una banalità, ma mentre per gli utenti è evidente l’intenzione di proporre progetti “da zero a cent’anni”, è altrettanto evidente che i laboratori vanno gestiti da operatori che abbiano due caratteristiche: passione e attaccamento al tema di cui si occupano e capacità di comunicazione e di gestione dei gruppi. Un buon agricoltore, anche se può essere naturalmente un buon comunicatore, può trovarsi in difficoltà nella gestione del gruppo e può mancare di metodo anche a fronte di grandi competenze e conoscenze sulla materia (buona regola conoscerne 100 per raccontarne una).

Per orientarci ancora meglio nel multiverso contraddittorio un’ulteriore contributo sulla questione della forma (guida tratta dal sito arpa Friuli ):

EDUCAZIONE FORMALE:

avviene nelle istituzioni formalmente dedicate all’istruzione e alla formazione e si conclude con l’acquisizione di un diploma o di una qualifica riconosciuta. Quindi ha luogo nell’intero sistema scolastico, che va dalla scuola primaria all’università e include una varietà di programmi e di istituti specializzati per la formazione tecnica e professionale.

EDUCAZIONE NON-FORMALE:

s’intende ogni attività educativa organizzata al di fuori del sistema formale e realizzata, ad esempio, nel luogo di lavoro o nell’ambito di organizzazioni o gruppi della società civile, nelle associazioni ecc. È rivolta a categorie di utenti ben individuabili e si pone determinati obiettivi nel campo dell’apprendimento, ma non prevede l’acquisizione di titoli di studio o qualifiche riconosciute.

EDUCAZIONE INFORMALE:

è un processo, non legato a tempi o luoghi specifici, per il quale ogni individuo acquisisce – anche in modo inconsapevole o non intenzionale – attitudini, valori, abilità e conoscenze dall’esperienza quotidiana e dalle influenze e risorse educative nel suo ambiente: dalla famiglia e dal vicinato, dal lavoro e dal gioco, dal mercato, dalla biblioteca, dal mondo dell’arte e dello spettacolo.)

Contenitore

Mi interessa la questione la residenzialità, in genere permette il realizzarsi anche di proposte che tengano in maggior considerazione la socialità fra studenti o fra gli ospiti e che possano svilupparsi su tempi lunghi e quindi non più semplicemente il laboratorio di tre ore mordi e fuggi che va bene per alcune proposte, ma che come detto rimane vincolato all’indagine ambientale. Lasciare questa parte all’albergo determina la scomparsa di numerose occasioni per apprendere e sposta le risorse destinate all’educazione sul comparto turistico ricettivo (interessante la fornitura di medaglioni surgelati e altre leccornie a pranzo lavorando sulla contraddizione, come laboratorio sull’alimentazione mangiamo schifezze insalubri!)

Altro

La questione della partecipazione attiva degli “utenti” riveste per me grande rilevanza, ma anche qui se abbiamo un operatore, grande comunicatore, ma incapace di riuscire a mettere gli altri nella condizione di “usare le mani”, inutile ostinarci a realizzare laboratori pratici, ma puntiamo appunto sull’indagine ambientale. Quello che sostengo è che una volta data la cornice di riferimento, l’esito finale è giustamente condizionato da vari fattori e non da regole fisse scritte senza considerare i fattori che invece garantiscono la buona riuscita di un laboratorio, lo potremmo definire come atteggiamento maieutico sia nei confronti degli ospiti, ma anche degli operatori, parte importante come dicevo in premessa al pari di metodo, contenuto (fattoria, astronomia, scienza), contenitore e scopo.

Progettazione

Chiudo con alcuni elementi della progettazione (do per evidenziata la questione dei tempi di svolgimento che ha necessità di ulteriore riflessione a mio parere) usati a titolo esemplificativo, ma utile a dimostrare che l’improvvisazione va stimolata, ma anche canalizzata altrimenti produce spostamenti caotici e non sempre dal caos nasce un universo armonico.

Progettazione col metodo delle simmetrie (ne esistono vari che vanno scelti, insisto vale come esempio):
elemento percettivo attivo, devo sentire, osservare, leggere, ricordare, confrontare, ma anche costruire, smontare, “pasticciare”, fare e rifare;
elemento logico emotivo, ad ogni informazione di tipo scientifico (dati-quantità-nomi-processi) devo affiancare attività e/o informazioni che coinvolgano sentimenti;
elemento generale personale, devo poter riflettere i temi generali sul mio quotidiano, sul privato;
elemento globale locale, dal mondo alla mia città;
elemento interno esterno, c’è necessità di partire dal reale come pretesto generando interesse per questo stesso reale anche perché evidenziando la fitta rete di relazioni con l’esterno rendiamo visibile ciò che spesso non lo è.

Scopo

Il problema centrale dei processi educativi, un po’ la memoria, un po’ l’incertezza sul futuro, un po’ mettetecelo voi, ma mi pare che non sappiamo più con precisione e condivisione spiegarci e spiegare perchè lo facciamo, qualche idea in proposito io ce l’avrei.

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che fai a capodanno?

Il Capodanno del Cambiamento 2012 a Panta Rei in Umbria

Insieme alla redazione del Cambiamento, abbiamo deciso di organizzare un capodanno diverso: un capodanno a basso impatto ambientale con musica, cibo sano e gustoso e tanto divertimento. Cibi del centro Italia e bio, cucina vegan a cura dello staff di Vegan Riot. Con persone che rimettano al centro “la transizione” tra l’anno vecchio e l’anno nuovo.
Capodanno con il ‘Cambiamento’ quindi! Come funziona?

La cosa è semplice: si arriva il 30 presso PANTA REI a Passignano sul Trasimeno (PG), in Umbria, ci si conosce e ci si cimenta con un corso di cucina vegana (per imparare a cucinare in modo diverso e dimostrare che essere vegani non significa essere tristi!). Il 31 mattina si visita il centro, e nel pomeriggio ci si prepara al cenone a cura dello staff di Vegan Riot con una serie di “giochi” legati alla filosofia e ai temi che caratterizzano il Cambiamento. Cenone, musica, balli, vino, e tutti a letto.

Il 1 mattina ci si riposa, e poi si da il via allo ” scambiamento”: mercatino del baratto in cui ognuno porta ciò che desidera scambiare (anche i regali di Natale ricevuti e non graditi…)
Se si viene con i mezzi pubblici si riceve un libro omaggio. E ovviamente, il vestito autoprodotto per il 31 è “d’obbligo!”
Noi ci saremo.

Il costo? Se vi iscrivete entro fine novembre 290 euro (comprensivi di pernottamento, cibo, corso di cucina e giochi!). A dicembre sale a 340 euro. 
Ma attenzione: non si tratta di un pagamento, bensì di una donazione che fate al Cambiamento. I proventi della 3 giorni, infatti, saranno utilizzati per permettere al giornale di andare avanti.

Vi aspettiamo!

Scarica il volantino – PDF
Scarica le info logistiche – PDF
Scarica il modulo di iscrizione – RTF

PROGRAMMA

venerdì 30 dicembre 2011
15.00: CORSO DI CUCINA VEGAN con i cuochi di Vegan Riot
20.00: cena
sabato 31 dicembre 2011
10.00: VISITA GUIDATA del centro Panta Rei
13.00 pranzo
15.00: GIOCHI a tema sul ‘cambiamento’
21.00 cenone
domenica 1 gennaio 2012
mattina libera
13.00: pranzo
15.00: “SCAMBIAMENTO!”: mercatino del baratto. Ognuno porti ciò che desidera scambiare
18.00: saluti e baci

DOVE
Presso PANTA REI a Passignano sul Trasimeno (PG) in Umbria. Il Centro è stato costruito recuperando vecchie strutture e utilizzando materiali a basso impatto ambientale (legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra, canna di lago). All’interno anche un impianto di fitodepurazione, diverse strutture in terra cruda, sistemi di energie rinnovabili che alimentano il Centro e un orto biologico: www.pantarei-cea.it

CONTRIBUTO
340 euro comprensivo di corso di cucina vegan, visita guidata del Centro, pasti, bevande, pernottamento, servizio navetta. Se prenoti entro il 30 novembre paghi 290 euro.

PARTECIPARE

Termine iscrizioni 20 dicembre 2011, per motivi logistici la prenotazione è obbligatoria.

L’iscrizione obbligatoria e si effettua compilando il modulo di iscrizione allegato.
Il modulo va spedito via mail a info@paea.it oppure via fax al 06 9300412.
Seguirà da parte di PAEA la conferma dell’iscrizione.
A seguire va effettuato il versamento del contributo presso Banca Etica IBAN IT17P0501803200000000126108 o sul conto corrente postale n.12060299 intestati a Associazione Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente.
Causale: contributo Capodanno Cambiamento

INFO
Per eventuali chiarimenti chiamare 06 98381339 – 06 9300412 o scrivere a info@paea.it


Partecipando al Capodanno sostieni il Cambiamento.it


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le signore dello sfuso

Ne segnaliamo poche di iniziative meritevoli per conoscendono molte, proprio per non essere dispersivi. Questa è una delle poche che ci è sembrato importante segnalare.

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tutto scorre – dialoghi a distanza

un grazie ai buoni frutti

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dirittinfesta 2011

Ci hanno chiamato e noi ci andiamo volentieri!

Nello specifico andiamo a ragionare della costruzione di un Distretto di Economia Solidale in Umbria, forti oltre che della nostra volontà e dei nostri ideali, anche del lavoro di ricerca che il Dott. Fabio Santori sta svolgendo presso la nostra azienda.

Intervenite numerosi. Di seguto le locandine da scaricare.

Programma

Sabato con Panta Rei e Genuino Clandestino

 

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