“Intrecci da non perdere”

Sabato 4 e Domenica 5 Febbraio 2012 presso
il Centro Panta Rei

Due giorni dedicati alla cesteria, agli intrecci e alle  piante utili

Fine settimana al centro Panta Rei all’insegna della tradizione, seguiti da Dino Mengucci e Andrea Magnolini potrete incamminarvi in un viaggio tra passato e presente e recuperare o acquistare capacità e manualità perse nel tempo o dimenticate. Si tratta di lavorare insieme vimini e materiali adatti per l’intreccio, da cesti di varia forma e dimensione a lavori che danno libero sfogo alla fantasia, al gazebo vivente di panta rei.
2 giornate con due tipologie di attività diverse e possibilità di partecipare sia ad una che ad entrambe.
Qui potete scaricare il programma con informazioni più dettagliate: programma

Per informazioni e iscrizioni: Andrea Magnolini 347 2237427 magno_lini@yahoo.it www.passileggerisullaterra.it

Per chi vuole fermarsi due giorni a Panta Rei
Vitto e alloggio per i due giorni al costo di 45 euro comprensivo di pernotto più colazione (il centro fornisce lenzuola e coperte, ma non gli asciugamani), un pranzo e una cena.
Pranzo o cena al costo di 15 euro a pasto (2 pasti 25 euro, pernotto più colazione e un pasto 35 euro, solo pernotto con colazione 25 euro)

Ospitalità e pasti: info@pantarei-cea.it tel e fax 0758296164 cell 3406090841 www.pantarei.it

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BrownShift – il viaggio senza metà dell’educazione ambientale

Premessa (visto che ho riflettuto per altri scopi, rifletto le riflessioni)

L’educazione ambientale non è fondata come scienza, direi che non può essere affrontata dal punto di vista epistemologico, quindi non ha una sua euristica; nella descrizione comune che ne viene fatta e che viene accettata di solito viene considerata elaborazione recente che a seguito dei cambiamenti climatici e della centralità assunta nella società, si è trasformata in educazione alla sostenibilità (esiste una corrente recente che vorrebbe nominarla come educazione alla sobrietà). Mantiene forete eterogeneità che la arricchisce, ma che ne indebolisce le possibilità di essere definita in modo univoco. Dal mio punto di vista, all’interno dell’insieme delle varie educazioni, l’educazione ambientale rimane l’insieme più grande che contiene sia le attività legate all’ambiente, che quelle legate alla sostenibilità, che quelle legate a particolari cicli produttivi come la fattoria didattica, che quelle legate alla didattica del patrimonio. L’educazione ambientale funziona quando definisce contenuto, contenitore, metodo e scopo in maniera netta e precisa, di volta in volta questi quattro elementi variano (con poco spostamento del metodo) andando a definire dei sottoinsiemi con caratteristiche proprie e caratteristiche simili, ma sempre dentro la cornice di riferimento metodologica dell’educazione ambientale. Da questa prima parte del ragionamento ho escluso gli attori dell’educazione ambientale, le persone direttamente ed indirettamente interessate (ad esempio alunni fruitori di un percorso e famiglie che ricevono effetti indiretti al rientro degli alunni a casa), ma che sono parte fondamentale e che meritano un discorso a parte.

Generalmente, ad oggi queste attività sono in piccola parte finanziate o cofinanziate dal Pubblico, in misura ancora minore (vista la scarsa attitudine italiana ad attivarli) cofinanziate dalla Comunità Europea, per la maggior parte pagate direttamente dai fruitori dei percorsi. Non c’è grande coordinamento e rispetto reciproco tra i soggetti che si occupano di educazione ambientale (Ministero, usr, scuole, enti locali, centri di educazioni ambientale, imprese che attivano percorsi legati alla propria missione d’impresa, vedi gesenu, coop, conad, o associazioni che entrano nelle scuole per “spiegare” le proprie attività).

Situazione normativa umbra

In Umbria esiste da due decenni la rete infea, legata alla struttura regionale del Cridea e composta da circa (il numero è variabile, ma oscilla sempre intorno a questa cifra, fra mortalità e natalità) 20 Centri di educazione ambientale. E’ molto eterogenea, abbiamo associazioni, imprese, enti, scuole, centro della forestale, che richiedono di poter entrare a far parte della rete e si sottopongono ad un processo di accreditamento volontario che esamina la richiesta (contenuto, contenitore e materiale umano) e che valuta, di volta in volta, la congruità della stessa e secondo criteri stabiliti ammette all’interno della rete. Il beneficio principale, per ora, rimane la partecipazione ad alcune attività in maniera esclusiva rispetto ad altri soggetti che fanno educazione ambientale, ma si muovono all’esterno della rete. La carenza di fondi fa si che il beneficio sia sempre minore. Dal punto di vista degli operatori è stato definito un repertorio di competenze per chi svolge questa attività, pubblicato sul BUR, ma siamo in attesa del percorso di certificazione di queste competenze così da capire cosa “tocca sapere” per fare l’educazione ambientale. Fra gli Istituti scolastici presenti nella Rete Infea cito, il Laboratorio di Allerona (anche Agenzia Formativa) e il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno in cui i sussidi della normale didattica diventano strumenti per la realizzazione di laboratori e di proposte rivolte ad un’utenza non strettamente scolastica o comunque non semplicemente legata agli alunni degli istituti.

Per quanto riguarda la fattoria didattica esistono sia la legge che il regolamento che il repertorio delle competenze e dunque il processo di accreditamento che certifica la professionalità e la possibilità di esercitare l’attività per gli operatori. Quella delle fattorie didattiche è una rete in continua crescita che in questa prima fase è per lo più composta da agriturismi che diventando fattorie didattiche beneficiano di una normativa igienico sanitaria e residenziale meno stringente della normativa agrituristica (ragionamento cinico, ma realista).

Presente

L’educazione ambientale è oggi il luogo dalle mille potenzialità e io vedo il rischio di quello che definiamo simbolicamente imbuto progettuale, troppe idee e progetti potenzialmente validi che nella ricerca di concretezza per tutti si ostacolano a vicenda impedendo la realizzazione piena, progressiva e graduale delle potenzialità individuate. Grande confusione tra i vari assi del piano infea con la parte informativa che oggi sovrasta la parte educativa alla ricerca di conforto sulla quantità. A titolo di esempio scendo su questioni specifiche per evidenziare le possibili contraddizioni che vanno sciolte(non ho mai considerato il numero dei partecipanti alle attività proposte come unico elemento di giudizio della bontà di un percorso, è elemento importante, ma non prioritario).   I ragionamenti successivi che indicano linee di indirizzo e di lavoro sono fatti su criteri puramente personali.

Metodo

Si può agire su quella che definisco interpretazione ambientale, con proposte interessanti, più o meno laboratoriali, generalmente brevi, in cui al confine fra scuola e educazione ambientale, si lavora per aumentare la vicinanza fra persone e ambiente per spiegare modi di produzione, per “far vedere meglio”, con lo scopo di aumentare la consapevolezza e sviluppare un senso di appartenenza e di empatia con l’ambiente che ci circonda. Se ben progettate, queste attività risultano piacevoli per gli ospiti, creando le premesse per centrare l’obiettivo educativo di aumentata consapevolezza. Facile scivolare sulla buccia di banana del trasferimento dell’informazione da chi sa a chi non sa con negazione dei principi fondanti dell’educazione ambientale.

Le attività di educazione ambientale vere e proprie si dipanano generalmente su tempi più lunghi, sono oggetto di progetto e di verifica, hanno l’ambizione di agire su consapevolezza, conoscenza e atteggiamenti e di porre gli utenti di fronte alla possibilità di scelta di modificare le proprie abitudini in direzione maggiormente rispettosa dell’ambiente che ci circonda, grazie sia all’aumentata conoscenza sia al “fare” (anche al capire facendo o meglio per me capire ripensando a ciò che si è fatto) elemento distintivo dei progetti di educazione ambientale.

Persone

In questo caso una banalità, ma mentre per gli utenti è evidente l’intenzione di proporre progetti “da zero a cent’anni”, è altrettanto evidente che i laboratori vanno gestiti da operatori che abbiano due caratteristiche: passione e attaccamento al tema di cui si occupano e capacità di comunicazione e di gestione dei gruppi. Un buon agricoltore, anche se può essere naturalmente un buon comunicatore, può trovarsi in difficoltà nella gestione del gruppo e può mancare di metodo anche a fronte di grandi competenze e conoscenze sulla materia (buona regola conoscerne 100 per raccontarne una).

Per orientarci ancora meglio nel multiverso contraddittorio un’ulteriore contributo sulla questione della forma (guida tratta dal sito arpa Friuli ):

EDUCAZIONE FORMALE:

avviene nelle istituzioni formalmente dedicate all’istruzione e alla formazione e si conclude con l’acquisizione di un diploma o di una qualifica riconosciuta. Quindi ha luogo nell’intero sistema scolastico, che va dalla scuola primaria all’università e include una varietà di programmi e di istituti specializzati per la formazione tecnica e professionale.

EDUCAZIONE NON-FORMALE:

s’intende ogni attività educativa organizzata al di fuori del sistema formale e realizzata, ad esempio, nel luogo di lavoro o nell’ambito di organizzazioni o gruppi della società civile, nelle associazioni ecc. È rivolta a categorie di utenti ben individuabili e si pone determinati obiettivi nel campo dell’apprendimento, ma non prevede l’acquisizione di titoli di studio o qualifiche riconosciute.

EDUCAZIONE INFORMALE:

è un processo, non legato a tempi o luoghi specifici, per il quale ogni individuo acquisisce – anche in modo inconsapevole o non intenzionale – attitudini, valori, abilità e conoscenze dall’esperienza quotidiana e dalle influenze e risorse educative nel suo ambiente: dalla famiglia e dal vicinato, dal lavoro e dal gioco, dal mercato, dalla biblioteca, dal mondo dell’arte e dello spettacolo.)

Contenitore

Mi interessa la questione la residenzialità, in genere permette il realizzarsi anche di proposte che tengano in maggior considerazione la socialità fra studenti o fra gli ospiti e che possano svilupparsi su tempi lunghi e quindi non più semplicemente il laboratorio di tre ore mordi e fuggi che va bene per alcune proposte, ma che come detto rimane vincolato all’indagine ambientale. Lasciare questa parte all’albergo determina la scomparsa di numerose occasioni per apprendere e sposta le risorse destinate all’educazione sul comparto turistico ricettivo (interessante la fornitura di medaglioni surgelati e altre leccornie a pranzo lavorando sulla contraddizione, come laboratorio sull’alimentazione mangiamo schifezze insalubri!)

Altro

La questione della partecipazione attiva degli “utenti” riveste per me grande rilevanza, ma anche qui se abbiamo un operatore, grande comunicatore, ma incapace di riuscire a mettere gli altri nella condizione di “usare le mani”, inutile ostinarci a realizzare laboratori pratici, ma puntiamo appunto sull’indagine ambientale. Quello che sostengo è che una volta data la cornice di riferimento, l’esito finale è giustamente condizionato da vari fattori e non da regole fisse scritte senza considerare i fattori che invece garantiscono la buona riuscita di un laboratorio, lo potremmo definire come atteggiamento maieutico sia nei confronti degli ospiti, ma anche degli operatori, parte importante come dicevo in premessa al pari di metodo, contenuto (fattoria, astronomia, scienza), contenitore e scopo.

Progettazione

Chiudo con alcuni elementi della progettazione (do per evidenziata la questione dei tempi di svolgimento che ha necessità di ulteriore riflessione a mio parere) usati a titolo esemplificativo, ma utile a dimostrare che l’improvvisazione va stimolata, ma anche canalizzata altrimenti produce spostamenti caotici e non sempre dal caos nasce un universo armonico.

Progettazione col metodo delle simmetrie (ne esistono vari che vanno scelti, insisto vale come esempio):
elemento percettivo attivo, devo sentire, osservare, leggere, ricordare, confrontare, ma anche costruire, smontare, “pasticciare”, fare e rifare;
elemento logico emotivo, ad ogni informazione di tipo scientifico (dati-quantità-nomi-processi) devo affiancare attività e/o informazioni che coinvolgano sentimenti;
elemento generale personale, devo poter riflettere i temi generali sul mio quotidiano, sul privato;
elemento globale locale, dal mondo alla mia città;
elemento interno esterno, c’è necessità di partire dal reale come pretesto generando interesse per questo stesso reale anche perché evidenziando la fitta rete di relazioni con l’esterno rendiamo visibile ciò che spesso non lo è.

Scopo

Il problema centrale dei processi educativi, un po’ la memoria, un po’ l’incertezza sul futuro, un po’ mettetecelo voi, ma mi pare che non sappiamo più con precisione e condivisione spiegarci e spiegare perchè lo facciamo, qualche idea in proposito io ce l’avrei.

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che fai a capodanno?

Il Capodanno del Cambiamento 2012 a Panta Rei in Umbria

Insieme alla redazione del Cambiamento, abbiamo deciso di organizzare un capodanno diverso: un capodanno a basso impatto ambientale con musica, cibo sano e gustoso e tanto divertimento. Cibi del centro Italia e bio, cucina vegan a cura dello staff di Vegan Riot. Con persone che rimettano al centro “la transizione” tra l’anno vecchio e l’anno nuovo.
Capodanno con il ‘Cambiamento’ quindi! Come funziona?

La cosa è semplice: si arriva il 30 presso PANTA REI a Passignano sul Trasimeno (PG), in Umbria, ci si conosce e ci si cimenta con un corso di cucina vegana (per imparare a cucinare in modo diverso e dimostrare che essere vegani non significa essere tristi!). Il 31 mattina si visita il centro, e nel pomeriggio ci si prepara al cenone a cura dello staff di Vegan Riot con una serie di “giochi” legati alla filosofia e ai temi che caratterizzano il Cambiamento. Cenone, musica, balli, vino, e tutti a letto.

Il 1 mattina ci si riposa, e poi si da il via allo ” scambiamento”: mercatino del baratto in cui ognuno porta ciò che desidera scambiare (anche i regali di Natale ricevuti e non graditi…)
Se si viene con i mezzi pubblici si riceve un libro omaggio. E ovviamente, il vestito autoprodotto per il 31 è “d’obbligo!”
Noi ci saremo.

Il costo? Se vi iscrivete entro fine novembre 290 euro (comprensivi di pernottamento, cibo, corso di cucina e giochi!). A dicembre sale a 340 euro. 
Ma attenzione: non si tratta di un pagamento, bensì di una donazione che fate al Cambiamento. I proventi della 3 giorni, infatti, saranno utilizzati per permettere al giornale di andare avanti.

Vi aspettiamo!

Scarica il volantino – PDF
Scarica le info logistiche – PDF
Scarica il modulo di iscrizione – RTF

PROGRAMMA

venerdì 30 dicembre 2011
15.00: CORSO DI CUCINA VEGAN con i cuochi di Vegan Riot
20.00: cena
sabato 31 dicembre 2011
10.00: VISITA GUIDATA del centro Panta Rei
13.00 pranzo
15.00: GIOCHI a tema sul ‘cambiamento’
21.00 cenone
domenica 1 gennaio 2012
mattina libera
13.00: pranzo
15.00: “SCAMBIAMENTO!”: mercatino del baratto. Ognuno porti ciò che desidera scambiare
18.00: saluti e baci

DOVE
Presso PANTA REI a Passignano sul Trasimeno (PG) in Umbria. Il Centro è stato costruito recuperando vecchie strutture e utilizzando materiali a basso impatto ambientale (legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra, canna di lago). All’interno anche un impianto di fitodepurazione, diverse strutture in terra cruda, sistemi di energie rinnovabili che alimentano il Centro e un orto biologico: www.pantarei-cea.it

CONTRIBUTO
340 euro comprensivo di corso di cucina vegan, visita guidata del Centro, pasti, bevande, pernottamento, servizio navetta. Se prenoti entro il 30 novembre paghi 290 euro.

PARTECIPARE

Termine iscrizioni 20 dicembre 2011, per motivi logistici la prenotazione è obbligatoria.

L’iscrizione obbligatoria e si effettua compilando il modulo di iscrizione allegato.
Il modulo va spedito via mail a info@paea.it oppure via fax al 06 9300412.
Seguirà da parte di PAEA la conferma dell’iscrizione.
A seguire va effettuato il versamento del contributo presso Banca Etica IBAN IT17P0501803200000000126108 o sul conto corrente postale n.12060299 intestati a Associazione Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente.
Causale: contributo Capodanno Cambiamento

INFO
Per eventuali chiarimenti chiamare 06 98381339 – 06 9300412 o scrivere a info@paea.it


Partecipando al Capodanno sostieni il Cambiamento.it


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le signore dello sfuso

Ne segnaliamo poche di iniziative meritevoli per conoscendono molte, proprio per non essere dispersivi. Questa è una delle poche che ci è sembrato importante segnalare.

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tutto scorre – dialoghi a distanza

un grazie ai buoni frutti

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dirittinfesta 2011

Ci hanno chiamato e noi ci andiamo volentieri!

Nello specifico andiamo a ragionare della costruzione di un Distretto di Economia Solidale in Umbria, forti oltre che della nostra volontà e dei nostri ideali, anche del lavoro di ricerca che il Dott. Fabio Santori sta svolgendo presso la nostra azienda.

Intervenite numerosi. Di seguto le locandine da scaricare.

Programma

Sabato con Panta Rei e Genuino Clandestino

 

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Suggestioni per una moderna idea di educazione. (sulla tecnologizzazione e sulla cura) questo post non c’entra niente con la decrescita!

[i rituali sono forme di comportamento che rendono coloro che vi prendono parte ciechi di fronte alla discrepanza esistente tra lo scopo per cui esegui attività di educazione ambientale e le effettive conseguenze sociali che tali attività hanno.] liberamente interpretato da Potere, diritto e rituale nelle società tribali di Max Gluckman

[riflessioni epistolari, sanni mezzasoma] Non sono ottimista riguardo la direzione presa dal sistema di istruzione italiano, pur non trascurando gli sforzi compiuti da alcuni per tenere in piedi qualche prerogativa che ne garantiva il buon funzionamento. La mia teoria è che proprio la difficoltà della scuola si combina con la difficoltà delle istituzioni generando uno sperpero di capacità e competenze solo in parte giustificato dalla carenza di risorse. Alcuni argomenti di riflessione

1. L’educazione alla sostenibilità è diventata una gara di esperti allenati all’artefazione che rincorrono lo sviluppo tecnologico, come se la chiave stia nella spiegazione della tecnologia più moderna piuttosto che nell’analisi dei bisogni e dei principi di funzionamento. Qualunque orpello tecnologico anche ben “spiegato” in prima battuta ostacola la comprensione e deresponsabilizza (basta premere il bottone e tutto funziona, vedete!). Io invece penso che il mio mestiere implichi un’aumentanta comprensione dei fenomeni quasi a prescindere dalla tecnologizzazione, se interpreto il fenomeno (con diverse chiavi di lettura) e comprendo, la lettura della tecnica utilizzata sarà immediata. Dobbiamo smontare la complessità deresponsabilizzante nell’ottica di costruzione di istinti sostenibili (dall’abitudine all’istinto) evitare la rincorsa tecnologica che produce sistemi di cui non ci è dato di conoscere il funzionamento.

2. Metteteci la ricostruzione in teca protetta anche degli ambienti esistenti (la teca la capisco per qualcosa di prezioso, di unico, di non presente in natura,  di inavvicinabile che va protetto) e il quadro è desolante, come detto in altre occasioni, invece di spostarmi, anche di poco, per osservare direttamente (peraltro con il vantaggio dell’inserimento nel contesto naturale), sposto l’oggetto o l’animale e lo rinchiudo (impaglio) dentro una teca mettendolo vicino al altri “vestiti uguale”.

Non sto dicendo neanche che ci sia una regia che ordisce la trama, ogni soggetto porta con se un discreto quadro di ingenuità, il problema è che sommando queste ingenuità si vanno a perdere alcune peculiarità che considero utili a vantaggio dell’inefficace.

3. Avevamo strutture che facevano della residenzialità un momento educativo importante quasi quanto il laboratorio, ora andiamo ad appoggiarci a degli alberghi, staccando la socialità dall’attività di laboratorio e finanziando strutture che non hanno niente di educativo. Non riesco a capire perchè i soldi dell’educazione ambientale debbano andare ad alberghi che servono medaglioni impanati e fettine di plastica (quale educazione alimentare si cela dietro questo disegno?).

4. L’idea che avevamo non era quello di essere “esperti”, depositari di conoscenza che andava trasferita ai ragazzi, ma di lavorare e vivere assieme a loro, facendo esperienza e costruendo assieme conoscenze, contatto con la realtà naturale. Come diceva Illich: ” In realtà l’apprendimento è l’attivita umana che ha meno bisogno di manipolazioni esterne. In massima parte non è il risultato dell’istruzione, ma di una libera partecipazione ad un ambiente significativo”

Detto questo siamo sempre in trincea, attaccandoci a tutto ciò che ci è concesso per difendere ciò che rimane (simulacri e sepolcri?), se conoscete luminari che vogliano  spiegarci e formarci sulle tecniche dell’Educazione Ambientale fatemi sapere che non me lo posso perdere.

 

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“Raccolta Aperta”

Campagna raccolta olive 2011 – Ricordati di aprire al GAS

produzione-consumo-commercio sostenibili

26/10/2011 – 16/12/2011

Anche quest’anno la nostra cooperativa organizza la raccolta “aperta” delle olive: un’occasione per entrare nella filiera di produzione dell’olio seguendone tutti i passaggi (biologico certificato ICEA).

L’oliveto secolare è immerso nelle colline del Trasimeno: un territorio ampiamente sfruttato (dalle produzioni estensive, da marchi e certificazioni della grande distribuzione, dal turismo di massa senza massa) o svantaggiato, che la cooperativa da decenni presidia e valorizza, dapprima con l’agricoltura e l’allevamento brado e successivamente con l’attività di educazione ambientale.

Partecipare all’acquisto significa sostenere le attività e gli sforzi della cooperativa: l’educazione ambientale praticata tramite la pedagogia del fare (sempre più svalorizzata dal sistema scolastico), la difesa di beni comuni tramite il lavoro e l’educazione (la terra, il diritto al cibo, il rispetto della natura), la pratica e la sperimentazione di stili e luoghi di vita rispettosi dell’ambiente e dell’uomo.

Vi invitiamo a partecipare alla raccolta vedendo, lavorando sul campo, assaggiando e acquistando l’olio appena prodotto. Questo il link per scaricare la presentazione della proposta, le modalità di partecipazione e il programma: Invito alla raccolta e all’acquisto campagna olive 2011.

Le formule proposte sono due (vedere l’allegato per i dettagli):
- volontariato per woofers: si lavora alla raccolta in cambio di vitto e alloggio (almeno 5 giorni), massimo 3 woofwr contemporaneamente.
- vacanza per famiglie e gruppi (organizzati in GAS) nel fine settimana a 30€€/giorno a testa (in autogestione, con scambio prodotti per il vitto – vedi allegato)

I fine settimana della raccolta sono quelli del 5/6, 12/13, 19/20 novembre.

Per adesioni e ulterriori informazioni
info@pantarei-cea.it, sanni@pantarei-cea.it 3406090841

per approfondimenti:
http://it-it.facebook.com/pages/centro-panta-rei/135638125505
http://www.facebook.com/pages/Fattoria-Scuola-La-Buona-Terra/59062182489?ref=ts
http://www.pantarei-cea.it/
http://www.buonaterra.org/
http://www.pantarei-cea.it/pantares

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La dura legge del BLOG

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IL BLOG MASTER :)

ECCO IL TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Progetto “Beni comuni, consumo consapevole e reti cooperanti”

Programma quadro “I giovani sono il presente”

 

Il progetto “Beni comuni, consumo consapevole e reti cooperanti” si è svolto tra il 2010 e il 2011 e ha coinvolto molte associazioni umbre che, con le loro attività, contribuiscono a ricostruire, tra le persone e con i luoghi di vita, un rapporto che sia improntato a una conoscenza più profonda e significativa per ciascuno. Per noi ha significato la realizzazione di alcune attività:

  • ComunicArtiEnergie (luglio dicembre 2010) Si propone di utilizzare le modalità espressive offerte dalle varie forme d’arte per comporre un cartellone estivo che insista sui temi del risparmio energetico, della produzione da fonti rinnovabili, dell’acquisizione di pratiche sostenibili. Ci si avvicina ad un uso dell’arte come mezzo per innescare dinamiche sociali e per scoprire potenzialità.
  • Giornata sulla cesteria e sulle attività artigianali (8 Gennaio) Giornata di formazione sulla tecnica della cesteria con realizzazione di un cesto da parte dei partecipanti.
  • Giornata informativa sui temi della bioedilizia (27 Gennaio) Giornata di informazione, con tecnici del settore sui temi legati alla bioedilizia.
  • Giornata informativa sui temi della bioedilizia (20 Febbraio) Giornata di informazione, con tecnici del settore sui temi legati alla bioedilizia.
  • Giornata sul woofing e sulla mobilità dei giovani in Europa sulla aziende agricole (11-13 marzo) Partecipazione al convegno nazionale del woofitalia con possibilità di ascoltare direttamente le esperienze dei giovani che hanno sperimentato il woofing.
  • La settimana dell’educazione ambientale (4-9 aprile) I ragazzi sono stati coinvolti come volontari nella gestione di due campi scuola presso il Centro Panta Rei in affiancamento agli operatori.
  • In occasione del raduno pasquale dell’associazione tra terra e cielo giornata informativa sulle bellezze del territorio del Trasimeno e sulla loro fruizione Coinvolgimento dei ragazzi nelle attività proposte dall’Associazione Tra Terra e Cielo.
  • Apertura del cantiere scuola (1 maggio – 30 Giugno) Apertura del cantiere sulla biedilizia, autocostruzione e terra cruda con coinvolgimento dei ragazzi direttamente nelle attività del cantiere come modalità formativa esperienziale, centrata sulla pedagogia del fare.
  • Ricerca sull’economia solidale Coinvolgimento dei ragazzi nel lavoro di ricerca promosso dalla Cooperativa di sperimentazione e dal Dott Fabio Santori con l’assegno di ricerca della Regione dell’Umbria sull’economia solidale sui distretti e sui gruppi di acquisto.
  • Roma contact 27 – 29 maggio Partecipazione dei ragazzi alla tre giorni sulla danza contact.
  • Raccolta documentazione Coinvolgimento di alcuni ragazzi interessati che hanno partecipato a più attività e che hanno dimostrato i9nteresse e coinvolgimento nella parte documentale, nella redazione finale delle attività svolte.

per approfondimenti: http://umbrialink.net/

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