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Vimini e Cesteria

Sabato 20 e Domenica 21
Contenitori e Contenuti
intrecciare materiali, costruire cesti

Fine settimana al centro Panta Rei all’insegna della tradizione, seguiti da Dino Mengucci potrete incamminarvi in un viaggio tra passato e presente e recuperare o acquistare capacità e manualità perse nel tempo o dimenticate. Si tratta di lavorare insieme vimini e materiali adatti per l’intreccio, da cesti di varia forma e dimensione a lavori che danno libero sfogo alla fantasia.
Le giornate prevedono anche la scelta dei materiali ed il loro reperimento a seconda dell’utilizzo che ne andremo a fare.
State tranquilli che a casa a mani vuote non vi ci rimandiamo! Ad ognuno il suo cesto!

E’ possibile fermarsi a dormire e a mangiare al centro panta rei.
Costi:
Una giornata (Sabato o Domenica) comprensiva di pranzo a base di prodotti biologici 30 euro.
Due giornate con pernotto e pasti (colazione, 2 pranzi e una cena) 75 euro.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatoria)
3406090841 -  info@pantarei-cea.itsanni@pantarei-cea.it

fattoria scuola La Buona Terra

Questo video è lo specchio fedele di una realtà che da trent’anni costruisce rapporti e relazioni con la terra e con chi la abita, queste relazioni  parlano di rispetto, di empatia e della tensione verso l’allargamento della propria esperienza ai bambini, ai ragazzi, a tutti coloro i quali vogliono condividere, anche per un breve periodo, un modo di produzione e consumo che riempie di senso azioni e parole.

Il link vi trasporta direttamente al sito Rai che ospita il filmato:

La Buona Terra a Geo & Geo

Speriamo rimanga online il più a lungo possibile!

raccolta olive

Abbiamo scelto di documentare l’ultima giornata della raccolta.

la piccola bessy, affidabile, indistruttibile, quasi umana, in questa foto potete apprezzarne la grinta e la tensione nel lavoro, impagabile ricambi originali praticamente inutili, l'affidabilità dell'attrezzatura è fondamentale le cassette vuote toccherebbe riempirle i teli o tendoni vanno stesi con cura vanno stesi con amore vanno stesi con passione ma soprattutto vanno stesi bene! olivo troppo fitto, operazione 1 potatura già cominciamo a ragionare l'impaziente battitore non riesce ad aspettare l'ultimata potatura sembra la grandine batti, batti le manine tentativo di imboscamento il battitore non lo ferma nessuno operazione sbrollatura, il cacchione, getto, fittone che ha comunque prodotto oliva, va mondato del prezioso frutto oliva sul telo o tendone l'imboscamento continua, con apparente camuffamento da sbrollatore al 9 dicembre ancora c'è oliva e noi la raccogliamo (parte est) al 9 dicembre ancora c'è oliva e noi la raccogliamo (parte ovest) particolare della raccolta del telo o tendone il battitore si concede una pausa pulizia il battitore continua la pulizia affiancamento per la complessa operazione pulizia ma non sarà un po' troppo lunga sta pausa pulizia? intanto si controlla la piccola bessy e l'accessorio compy finalmente l'oliva sembra pulita al punto da soddisfare il mondino incassettamento pronta per il frantoio duello tra fotografi 1 duello tra fotografi 2 pomeriggio, continuiamo indefessi pausa caffè, forse dentro i bicchieri si può notare del liquido rosso che non assomiglia affatto al caffè tradizionale sembra proprio che questo tipo di allegria possa essere generata dal raccolto, ma si sospetta che rientri fra gli effetti collaterali prodotti dal liquido rosso nei bicchieri il Dino si riattiva per primo e va di sbrollatura selvaggia di battitori, si sa, ne rimarra soltanto uno attenzione! bacchetta allungabile, tutta estesa, maneggiata con disinvoltura ad una mano, la classe non è acqua, la potenza viene anche dal liquido rosso, prima impercettibilmente, portato per un breve istante, alle labbra un altro battitore redivivo lo squadrone continua imperterrito fino al tramonto fra un'oliva e l'altra discutiamo come al solito di politica, estetica e matematica primi segni della fatica che ci rende inclini al romanticismo lode a te fratello sole che non ci hai fatto mancare i tuoi raggi per tutta la raccolta battitori ormai in ombra va giù il sole, ma noi continuiamo tramonto sulla raccolta è l'ultimo giorno, ma il sole ci ha accompagnato come un fedele compagno

Aggiornamenti a breve!

reclutamento operatori e volontari

tutti a panta rei

30/11/2009 – 27/02/2010

CERCHIAMO OPERATORI E VOLONTARI PER L’ANNO SCOLASTICO 2009/10
Se sei interessato a collaborare tutto l’anno con il CENTRO PANTA REI, sei maggiorenne, ti confronti con i temi dello sviluppo sostenibile e vuoi lavorare perché altre persone possano diminuire il proprio impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo contattaci:
sanni@pantarei-cea.it 3406090841

Scarica la scheda da compilare e rispedire:

scheda_informativa_reclutamento_operatori_e_volontari

scheda_informativa_reclutamento_operatori_e_volontari.pdf

Servizio civile

Il video rende bene l’idea, se avete intenzione di svolgere il servizio civile presso Panta Rei e Buona terra. Partecipate numerosi e lode agli attuali e passati civilisti.

Si fatica, ma si può trovare un senso al faticare, addirittura si può essere utili a qualcosa, non è molto, ma ci si può accontentare.

(un grazie a Marco ByCycle -- MarioAngiola Busiello -- Padania Crescini)

ECO-Creative Minds

Scambio culturale internazionale

Da Lunedì 26 Ottobre a Martedì 3 Novembre

al CEA Panta Rei di Passignano sul Trasimeno (PG)

Al Centro Panta Rei in questi giorni si sta svolgendo un campo internazionale che vede partecipare 36 giovani provenienti da Italia, Ungheria, Grecia Polonia, Romania e Portogallo, sei per ogni paese, per la durata di 10 giorni (26 ottobre-3 novembre 2009).

itQuest’opportunità interculturale è offerta, mediante logica di co-finanziamento, dalla Commissione Europea DG Istruzione e Cultura e rientra nel Programma “Gioventù in Azione”, Azione 1.1 www.gioventuinazione.it

Alla fine dell’esperienza i partecipanti riceveranno lo YOUTHPASS, Certificato Europeo che riconosce i percorsi di educazione non formale, sul quale il progetto si basa www.youthpass.eu

p-010367-00-8h_smallIl progetto intitolato ECO-Creative Minds, scritto da Karin Callipo per conto dell’Associazione di Promozione Sociale JOINT www.jointweb.it e approvato dall’Agenzia Nazionale Giovani www.agenziagiovani.it  si è ispirato alla filosofia di PANTA REI.
Lo staff é composto da facilitatori di comprovata esperienza nella gestione di questo tipologia di progetto che lavoreranno di concerto con gli operatori del centro: Ozge Ozul (Volontaria SVE -Servizio di Volontariato Europeo-)e Tommaso Pescetto Cosentino (dipendente JOINT); Co-coordinatore: Alberto Imprescia.

Da sempre impegnati nel favorire la crescita culturale complessiva dei giovani e del territorio con particolare attenzione alle tematiche ambientali, il nostro Centro favorisce e fornisce strumenti a quei progetti di educazione non formale che basano la propria progettualità anche e soprattutto sulla messa in comune di storie, idee ed esperienze di giovani e ragazzi, tantomeglio se proveninti da paesi diversi, favorendo interscambi ed intercultura, contro pregiudizi e localismi vari.

Il 2 novembre, è prevista la messa in scena di uno spettacolo teatrale, che riassume tutta la fiolosofia dell’iniziativa. L’inizio é previsto alle 17:00

della carne e suoi derivati

IMG_1238La storia di panta rei è una storia fatta di carne, carne e fatica per chi ci ha lavorato, e carne ed idee perchè i fondatori (1976) della Cooperativa “nostra madre” (la buona terra) misero piede sulle colline del Trasimeno proprio con progetti di “allevamento di bestiame brado contro la stabulazione fissa che affama il mondo”. Periodicamente escono articoli, ricerche, emergenze legati alle tematiche del cibo in generale ed in particolare al consumo ed al sistema di produzione delle carni. A questo proposito vi segnaliamo questo post tratto dal blog del corsera:

“NEW YORK – L’impatto ambientale del consumo di carne è molto più devastante di quanto non si sia pensato fino ad ora. Lo affermano gli scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang, co-autori di Livestock and Climate Change, uno studio pubblicato sull’ultimo numero dell’autorevole World Watch magazine dove affermano che oltre metà dei gas serra (o GHG) prodotti oggi dall’uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame.
Già nel suo dossier del 2006 Livestock’s long shadow (La lunga ombra del bestiame) la Fao aveva attestato come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane: una percentuale simile a quella dell’industria e molto maggiore di quella dell’intero settore di trasporti (che ammonta a un 13,5%).

Ma secondo le più recenti rilevazioni effettuate da Goodland e Anhang il bestiame e i suoi sottoprodotti immettono nell’atmosfera oltre 32.6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio all’anno, ovvero il 51 % delle emissioni di GHG prodotte annualmente nell’intero pianeta.

La carne presente nella nostra dieta è responsabile, insomma, dell’immissione in atmosfera di una quantità di gas serra – anidride carbonica (CO2), metano, ossido di azoto e simili – ben maggiore di quella immessa dai mezzi di trasporto o dalle industrie. Il motivo? Per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantità di CO2 pari a quella generata dal guidare un’auto per 300 metri. Per la stessa quantità di asparagi, è come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri.

La conclusione dei due ricercatori è drastica quanto inevitabile: “Per invertire il devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali. “Questo approccio avrebbe effetti molto più rapidi sulle emissioni di GHG e sull’effetto serra di qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con energia rinnovabile”, affermano i due esperti.

Non si tratta, insomma, dell’ennesima moda alimentare o imperativo etico-religioso ma di una condicio sine qua non per assicurarsi che il nostro meraviglioso pianeta esista ancora per i figli dei nostri figli. Prima che sia troppo tardi.”

IMG_2421Come ha sottolineato un mio amico di lungo corso appare sospetta la ricetta prospettata, pur riconoscendo la sovrapproduzione di carni destinate al consumo alimentare e le diete eccessivamente ricche di proteine animali, la soia trasgenica o l’ipotesi di culture vegetali sostitutive appare in se piuttosto insufficiente o piuttosto sospetta. Ma veramente pensiamo ancora che l’allevamento è il problema? Oppure possiamo parlare di come si alleva? Si sa che mentre 1 miliardo di persone soffre la fame (dati FAO), l’anno scorso si è prodotto cibo per 13 miliardi di persone. Il modello più consumi più funziona la nostra economia è piuttosto contraddittorio e portatore di grandi disuguaglianze. Non condividiamo allarmismi soprattutto in termini educativi, scrivere che di seguito ad una ricerca di due americani che promuovono il consumo di soia,sia messo in discussione il futuro del pianeta e dei nostri figli, soprattutto perché consumiamo troppa carne mi pare eccessivo.

Mangiare carne insomma si può e si deve, cerchiamo di sapere quale carne stiamo mangiando, come sono allevati gli animali, da quali fornitori si servono macellai, supermercati, ristoratori. Continuiamo a pensare che il nostro modo di allevamento sia un buon modo per garantire carni sicure, con impatto ambientale basso, salubri, gustose e nutrienti, continuiamo anche ad usare i nostri allevamenti per l’attività di fattoria scuola. Speriamo e lavoriamo perché la prossima epidemia diffonda metodi di allevamento simili ai nostri per tutto il pianeta.

Ah dimenticavo, Manuè è pronto lo spezzatino?

pratiche di ecologia quotidiana al centro panta rei

c1b09c4796bac4bdedb49f45b4e58bb1Ci piace pensare che il nostro lavoro di educatori (per lo sviluppo sostenibile) sia efficace nel momento in cui costruisce uno schema di riferimento mentale che consente i ragazzi di scegliere i propri comportamenti e di orientarli in direzione di un diminuito impatto ambientale. Se da una parte dunque consente una scelta, dall’altra costruisce la concretezza di tale scelta. Non si possono predeterminare ne conoscere tutti i comportamenti virtuosi da assumere nelle più svariate occasioni che il complesso mondo moderno ci pone di fronte quotidianamente, ma si possono creare le condizioni di crescita culturale, umana e sociale che permettono in ogni occasione di scegliere avendo uno schema di riferimento, un modello, che tale modello poi sia orientato all’ecologia e ad un insieme di comportamenti che invertano l’attuale direzione del modello di sviluppo, ancora meglio.

fernando pessoa (Custom)Diceva Bateson: “Galleggiamo quindi in un mondo che non consiste se non nel cambiamento, anche se parliamo come se nel mondo ci fosse un elemento statico, come se si potesse dire che questa camicia “è” verde e quella “è” a righe o azzurra. Tutto ciò che posso davvero dire, mentre esploro il mondo che mi sta di fronte passandogli sopra la retina, è che quanto ricavo non sono altro che resoconti su dove sento che le cose sono differenti. E’ così che viviamo. E all’interno di questa cornice diciamo che le cose sono belle, che le cose sono brutte, che proviamo dolore, che un cibo è più gustoso di un altro, che siamo stanchi, che ci adiriamo e altri pasticci del genere.”

Immergere i ragazzi  in pratiche non dissonanti rispetto ai messaggi che gli inviamo ci pare un primo passo importante, ragioniamo e parliamo pure di ecologia, ma pratichiamola direttamente, senza troppi fronzoli o didascalie. waiting_forLa nostra funzione è quella di consentirgli, nel periodo di permanenza presso il nostro Centro, di abitare un luogo in cui sia “normale” assumere comportamenti ecologici, che vengono in parte spiegati, ma che per il resto si rivestono di normalità. Mi verrebbe da dire che a Panta Rei è normale spegnere le luci che non servono, scaldarsi col sole, sprecare meno acqua, differenziare i rifiuti. Non cerchiamo di costruire una esperienza artefatta o straordinaria, pur sapendo che il soggiorno per i ragazzi si riveste  di innumerevoli significati, anche privati,  lavoriamo per normalizzare pratiche sostenibili, cerchiamo di fare in modo che l’ecologia rivesta, ma non invada la quotidianità. Questo sta accanto ad altre indicazioni e metodologie che hanno lo scopo di costruire pratiche che sappiano ispirare idee e comportamenti responsabili in prima battuta e sostenibili nella sostanza.

più foto che testi

La luce di questi giorni ed il teporino (dentro la serra) apprezzabile, rendono piacevole pubblicare foto più che testi

Panoramica panta

attenti al butoh!

Abbiamo a disposizione il materiale fotografico del proficuo scambio avuto a giugno con il gruppo di artisti di danza butoh, cose grosse!

Grazie ancora per lo spirito dimostrato e per ciò che ci avete dato!