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	<title>Commenti per Panta Rei</title>
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	<description>educazione e  formazione allo sviluppo sostenbile</description>
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		<title>Commenti su Pasquarei, ci verrei, a panta rei, cambierei. di Pasquarei, ci verrei, a panta rei, cambierei.</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1610&#038;cpage=1#comment-2730</link>
		<dc:creator>Pasquarei, ci verrei, a panta rei, cambierei.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 10:12:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  Continua       var addthis_config = {&quot;data_track_clickback&quot;:true}; CATEGORIA &#187; Ambiente &amp;nbsp&amp;nbsp&amp;nbspVisite: 4 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  Continua       var addthis_config = {&quot;data_track_clickback&quot;:true}; CATEGORIA &raquo; Ambiente &amp;nbsp&amp;nbsp&amp;nbspVisite: 4 [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su “Intrecci da non perdere” di Nico</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1598&#038;cpage=1#comment-2690</link>
		<dc:creator>Nico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:47:21 +0000</pubDate>
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		<description>grande sanni!!!
sono quel ragazzo di terni della scuola di poggio mirteto...un saluto da tutti quanti...siete sempre i migliori!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande sanni!!!<br />
sono quel ragazzo di terni della scuola di poggio mirteto&#8230;un saluto da tutti quanti&#8230;siete sempre i migliori!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di Giuseppe Orefice</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2616</link>
		<dc:creator>Giuseppe Orefice</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 19:58:07 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo, è necessario fare un ragionamento collettivo! Allora, vada per marzo, potrebbe andare bene un fine settimana? Fammi sapere quale eventualmente.
Ti abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo, è necessario fare un ragionamento collettivo! Allora, vada per marzo, potrebbe andare bene un fine settimana? Fammi sapere quale eventualmente.<br />
Ti abbraccio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di Sanni</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2615</link>
		<dc:creator>Sanni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:42:16 +0000</pubDate>
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		<description>non sono particolarmente legato alla definizione eppure quando senti affermare &quot;io faccio educazione ambientale&quot; e domandi ma che cosa è (non quello che fai che puoi spiegarlo anche in altra maniera) e il soggetto ti risponde produco vernici, ti viene il dubbio che una definizione comune serva non perchè non si producano più vernici, ma perchè il produttore in buona fede non risponda educazione ambientale.
per  le deroghe considera che da ospitalità agrituristica per le fattorie si passa ad ostello (cosa che peraltro io penso sia giusta)
per la conferenza io rilancio e come da chiacchierata farei anche la presentazione del libro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono particolarmente legato alla definizione eppure quando senti affermare &#8220;io faccio educazione ambientale&#8221; e domandi ma che cosa è (non quello che fai che puoi spiegarlo anche in altra maniera) e il soggetto ti risponde produco vernici, ti viene il dubbio che una definizione comune serva non perchè non si producano più vernici, ma perchè il produttore in buona fede non risponda educazione ambientale.<br />
per  le deroghe considera che da ospitalità agrituristica per le fattorie si passa ad ostello (cosa che peraltro io penso sia giusta)<br />
per la conferenza io rilancio e come da chiacchierata farei anche la presentazione del libro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di Giuseppe Orefice</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2614</link>
		<dc:creator>Giuseppe Orefice</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 18:35:05 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Sanni e buon anno, devo cercare di visitare più spesso il vostro blog, lo trovo davvero interessante.
Provo a dare il mio modesto contributo alla discussione  che porti avanti, che sai sta a cuore anche a me, anche se mi sento molto più indietro nel ragionamento.
La definizione: sin dal nostro primo incontro mi è risultato chiaro che &quot;educazione ambientale&quot; era per te un cappello in cui far stare molte cose, che come dici all&#039;inizio del tuo post, sono afferenti e sovrapponibili in qualche modo tra loro.
Io però ti chiedo: per quanto sia convinto della necessità di dare un nome alle cose, ma in questo caso è davvero necessario trovare una definizione univoca, non rischiamo di fare come avviene nelle organizzazioni politiche di restare vittime delle etichette?
Sulla situazione delle fattorie didattiche umbre non conosco bene la situazione, ma potresti fornirmi qualche dettaglio in più circa la concessione di deroghe ulteriori dal punto di vista igienico, sanitario, residenziale rispetto alla normativa agrituristica (rappresenterebbe ciò un caso del tutto isolato in Italia).
Infine ti invito a valutare la possibilità di organizzare nel mese di marzo a Pantarei un incontro nazionale tra chi ci sta a fare un ragionamento sullo stato dell&#039;arte e sulle prospettive dell&#039; educazione ambientale intesa , come la intendi tu, contenitore di tante altre educazioni (sobrietà, sostenibilità, alimentare etc.etc.).
Mi immagino una due giorni di lavoro, il primo giorno per definire da dove partiamo ed il secondo per provare a lanciare qualche proposta.
Se ritieni possa essere proficuo ci iniziamo a lavorare.
Un caro saluto
Peppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sanni e buon anno, devo cercare di visitare più spesso il vostro blog, lo trovo davvero interessante.<br />
Provo a dare il mio modesto contributo alla discussione  che porti avanti, che sai sta a cuore anche a me, anche se mi sento molto più indietro nel ragionamento.<br />
La definizione: sin dal nostro primo incontro mi è risultato chiaro che &#8220;educazione ambientale&#8221; era per te un cappello in cui far stare molte cose, che come dici all&#8217;inizio del tuo post, sono afferenti e sovrapponibili in qualche modo tra loro.<br />
Io però ti chiedo: per quanto sia convinto della necessità di dare un nome alle cose, ma in questo caso è davvero necessario trovare una definizione univoca, non rischiamo di fare come avviene nelle organizzazioni politiche di restare vittime delle etichette?<br />
Sulla situazione delle fattorie didattiche umbre non conosco bene la situazione, ma potresti fornirmi qualche dettaglio in più circa la concessione di deroghe ulteriori dal punto di vista igienico, sanitario, residenziale rispetto alla normativa agrituristica (rappresenterebbe ciò un caso del tutto isolato in Italia).<br />
Infine ti invito a valutare la possibilità di organizzare nel mese di marzo a Pantarei un incontro nazionale tra chi ci sta a fare un ragionamento sullo stato dell&#8217;arte e sulle prospettive dell&#8217; educazione ambientale intesa , come la intendi tu, contenitore di tante altre educazioni (sobrietà, sostenibilità, alimentare etc.etc.).<br />
Mi immagino una due giorni di lavoro, il primo giorno per definire da dove partiamo ed il secondo per provare a lanciare qualche proposta.<br />
Se ritieni possa essere proficuo ci iniziamo a lavorare.<br />
Un caro saluto<br />
Peppe</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di gatto rosso</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2601</link>
		<dc:creator>gatto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 13:54:58 +0000</pubDate>
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		<description>Non dimenticare il contesto: l&#039;educazione ambientale opera in un &#039;ambiente&#039; - scusate il gioco di parole - quello globale ma anche quello umbro, molto compromesso, nel quale né l&#039;educazione né l&#039;ambiente hanno peso, ma solo facciata.
Forse tutti i problemi  hanno questo come causa principale, e per sopravvivere l&#039;educazione ambientale deve compromettersi con l&#039;educazione civica, con la scuola, ignorare che l&#039;Italia è fanalino di coda nell&#039;educazione permanente, fare a meno di una strategia per l&#039;ambiente ma anche di una sulla partecipazione ( a meno dei referendum...),  e così via.

L&#039;errore è allora quello di aspettarsi qualcosa: se non ci aspettiamo niente sappiamo che dobbiamo lottare per ottenere quello che desideriamo e allora forse si sentirà parlare di educazione ambientale non in termini di sconfitta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dimenticare il contesto: l&#8217;educazione ambientale opera in un &#8216;ambiente&#8217; &#8211; scusate il gioco di parole &#8211; quello globale ma anche quello umbro, molto compromesso, nel quale né l&#8217;educazione né l&#8217;ambiente hanno peso, ma solo facciata.<br />
Forse tutti i problemi  hanno questo come causa principale, e per sopravvivere l&#8217;educazione ambientale deve compromettersi con l&#8217;educazione civica, con la scuola, ignorare che l&#8217;Italia è fanalino di coda nell&#8217;educazione permanente, fare a meno di una strategia per l&#8217;ambiente ma anche di una sulla partecipazione ( a meno dei referendum&#8230;),  e così via.</p>
<p>L&#8217;errore è allora quello di aspettarsi qualcosa: se non ci aspettiamo niente sappiamo che dobbiamo lottare per ottenere quello che desideriamo e allora forse si sentirà parlare di educazione ambientale non in termini di sconfitta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di Sanni</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2600</link>
		<dc:creator>Sanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:04:19 +0000</pubDate>
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		<description>mi convince l&#039;idea del confronto e io proverei ad istruirlo cioè introdurlo attraverso un lavoro preliminare di ricerca e ricostruzione che potrebbe essere dato con anticipo per avere una base comune di partenza su cui poggiare anche nuovi indirizzi dettati da nuove necessità evitando sperperi, provo ad attivarmi per vedere se altri condividono l&#039;idea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi convince l&#8217;idea del confronto e io proverei ad istruirlo cioè introdurlo attraverso un lavoro preliminare di ricerca e ricostruzione che potrebbe essere dato con anticipo per avere una base comune di partenza su cui poggiare anche nuovi indirizzi dettati da nuove necessità evitando sperperi, provo ad attivarmi per vedere se altri condividono l&#8217;idea</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di stefania cornacchia</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2594</link>
		<dc:creator>stefania cornacchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:14:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574#comment-2594</guid>
		<description>salve Sanni e buon anno, grazie per la lettura
come sempre non ho tempo per riflettere molto e a lungo su quanto hai scritto e quindi, almeno per ora mi fermo ad un livello di superficalità( è il destino della mia professione), anche se mi piacerebbe approfondire.
2 punti voglio porre a caldo dopo una prima lettura veloce del tuo testo
1. dopo l&#039;incontro di presentazione del Bando Cridea 2011, era tanto tempo che non partecipavo più, e dopo il tuo accorato intervento di quel giorno a Foligno, ho pensato che c&#039;è un &quot;sapere nato dalle cose&quot; in molti casi implicito, nato in 20 anni di vostro lavoro nei CEA che secondo me è un peccato disperdere, e mi sembra che ci sia questo rischio, se qualcuno non si pone come obiettivo &quot;meta&quot; quello di capire e rendere visibile questo &quot;sapere&quot;. Si tratterebbe di fermersi un attimo ed organizzare un tempo di incontro disteso( un fine settimana almeno)per pensare e scrivere dei punti fermi, delle linee che sarebbero utilissime alle scuole e non solo. Si può ritrovare un senso confrontandosi con un testo. L&#039;educazione ambientale intreccia tanto le necessità di cambiamento dei percorsi educativi oggi, e arrivo al punto 2
2. dove si fa educazione ambientale e che rapporti ci sono tra le parti dove si fa? mi ricordo all&#039;inizio quando parlavamo di luoghi e non luoghi dell&#039;educare e degli incontri appassionanti tra i due ( appassionanti vista l&#039;età in cui ci facevamo contaminare). Capire i rapporti e chi fa che cosa, come e quando, secondo me aiuta ad approfondire quell&#039;aspetto che ti sta a cuore e che condivido assolutamente: se ci mettiamo all&#039;aperto tutti in piedi davanti ad un bel fiumiciattolo con un bel cielo azzurro ed un sole rassicurante e c&#039;è un signore simpatico che spiega qualcosa riguardo a quel fiume a dei ragazzi che di fronte a lui ascoltano magari rapiti da un battito d&#039;ali di un uccellino che vola, che differenza c&#039;è tra questo e la lezione di scuola? che rapporto c&#039;è tra fomale e non formale? quali sono i luoghi dell&#039;educare? cos&#039;è che va cambiato dentro e fuori della scuola di quel dispositivo di potere ? 
stefania cornacchia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve Sanni e buon anno, grazie per la lettura<br />
come sempre non ho tempo per riflettere molto e a lungo su quanto hai scritto e quindi, almeno per ora mi fermo ad un livello di superficalità( è il destino della mia professione), anche se mi piacerebbe approfondire.<br />
2 punti voglio porre a caldo dopo una prima lettura veloce del tuo testo<br />
1. dopo l&#8217;incontro di presentazione del Bando Cridea 2011, era tanto tempo che non partecipavo più, e dopo il tuo accorato intervento di quel giorno a Foligno, ho pensato che c&#8217;è un &#8220;sapere nato dalle cose&#8221; in molti casi implicito, nato in 20 anni di vostro lavoro nei CEA che secondo me è un peccato disperdere, e mi sembra che ci sia questo rischio, se qualcuno non si pone come obiettivo &#8220;meta&#8221; quello di capire e rendere visibile questo &#8220;sapere&#8221;. Si tratterebbe di fermersi un attimo ed organizzare un tempo di incontro disteso( un fine settimana almeno)per pensare e scrivere dei punti fermi, delle linee che sarebbero utilissime alle scuole e non solo. Si può ritrovare un senso confrontandosi con un testo. L&#8217;educazione ambientale intreccia tanto le necessità di cambiamento dei percorsi educativi oggi, e arrivo al punto 2<br />
2. dove si fa educazione ambientale e che rapporti ci sono tra le parti dove si fa? mi ricordo all&#8217;inizio quando parlavamo di luoghi e non luoghi dell&#8217;educare e degli incontri appassionanti tra i due ( appassionanti vista l&#8217;età in cui ci facevamo contaminare). Capire i rapporti e chi fa che cosa, come e quando, secondo me aiuta ad approfondire quell&#8217;aspetto che ti sta a cuore e che condivido assolutamente: se ci mettiamo all&#8217;aperto tutti in piedi davanti ad un bel fiumiciattolo con un bel cielo azzurro ed un sole rassicurante e c&#8217;è un signore simpatico che spiega qualcosa riguardo a quel fiume a dei ragazzi che di fronte a lui ascoltano magari rapiti da un battito d&#8217;ali di un uccellino che vola, che differenza c&#8217;è tra questo e la lezione di scuola? che rapporto c&#8217;è tra fomale e non formale? quali sono i luoghi dell&#8217;educare? cos&#8217;è che va cambiato dentro e fuori della scuola di quel dispositivo di potere ?<br />
stefania cornacchia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di Jalen</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2586</link>
		<dc:creator>Jalen</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 06:36:22 +0000</pubDate>
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		<description>Wonedfrul explanation of facts available here.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Wonedfrul explanation of facts available here.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BrownShift &#8211; il viaggio senza metà dell&#8217;educazione ambientale di monica</title>
		<link>http://www.pantarei-cea.it/blog/?p=1574&#038;cpage=1#comment-2580</link>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 10:42:33 +0000</pubDate>
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		<description>un bel quadro di sintesi. sul nome: perché non chiamarla controeducazione? in fin dei conti con l&#039;educazione ambientale si intende sviluppare una coscienza e una consapevolezza che, ancora, trova molti e vari ostacoli - dal quotidiano al teorizzato - ad essere attuata.
Sugli elementi metodologici e progettuali, una quisquglia relativa all&#039;elemento glocale locale: in genere io mi baso sul metodo &quot;dal vicino al lontano&quot;, dalla città al mondo...
Infine, e riprendendo la provocazione iniziale: io, oramai, mi trovo a far educazione ambientale a scuola da docente solo quando chiedo che vengano raccolte le cartacce che immancabilmente fuoriescono dal cestino della spazzatura... ma mi accontento che capiscano che esiste anche un altro punto di vista che dice che vivere, anche se poche ore, in un&#039;aula sporca è fastidioso, a fronte dei molti che non si accorgono nemmeno delle cartacce e ci passano sopra. Ecchevuoifa??!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un bel quadro di sintesi. sul nome: perché non chiamarla controeducazione? in fin dei conti con l&#8217;educazione ambientale si intende sviluppare una coscienza e una consapevolezza che, ancora, trova molti e vari ostacoli &#8211; dal quotidiano al teorizzato &#8211; ad essere attuata.<br />
Sugli elementi metodologici e progettuali, una quisquglia relativa all&#8217;elemento glocale locale: in genere io mi baso sul metodo &#8220;dal vicino al lontano&#8221;, dalla città al mondo&#8230;<br />
Infine, e riprendendo la provocazione iniziale: io, oramai, mi trovo a far educazione ambientale a scuola da docente solo quando chiedo che vengano raccolte le cartacce che immancabilmente fuoriescono dal cestino della spazzatura&#8230; ma mi accontento che capiscano che esiste anche un altro punto di vista che dice che vivere, anche se poche ore, in un&#8217;aula sporca è fastidioso, a fronte dei molti che non si accorgono nemmeno delle cartacce e ci passano sopra. Ecchevuoifa??!!</p>
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