La storia

Il progetto Panta Rei nasce con la volontà di recuperare un’area agricola abbandonata e degradata, ma con forti potenzialità. L’idea matura all’interno della cooperativa La Buona Terra, proprietaria del terreno e delle strutture, che gestisce un’azienda agricola a conduzione biologica e opera come fattoria scuola dalla fine degli anni ’80.

Intorno a questa idea si raccoglie un gruppo di persone che, nel novembre del 1992, si costituisce in cooperativa, muovendosi alla ricerca di collaborazioni e risorse per approfondire gli intenti iniziali ed elaborare un progetto esecutivo. Un passaggio fondamentale è l’individuazione del Programma LEADER II come possibile fonte di finanziamento e l’ingresso di nuovi soci, provenienti da esperienze diverse, ma accomunati da un’idea, da un sogno che nel corso degli anni è venuto sovrapponendosi e incontrandosi con la realtà di tutti i giorni.

Mancava ancora un progettista competente, che soprattutto, condividesse i valori e le finalità della cooperativa per trasformarli in soluzioni tecniche. Determinante in questo senso è stato l’incontro con l’Atelier Ambulant d’Architecture, associazione europea di architetti ambulanti, che lavoravano al momento in Italia, Francia, Austria e Germania su progetti di rivitalizzazione socio-ambientale realizzati in autocostruzione. Il gruppo non è composto soltanto da architetti, ma si apre ad altre figure professionali per avere un approccio multidisciplinare, che cerca di ridefinire il ruolo e le responsabilità dell’architettura rendendola meno astratta e più vicina ai suoi destinatari.
Il progetto di massima scaturisce così da una collaborazione molto stretta tra i due gruppi, in una relazione di interscambio fra le esigenze e le esperienze dei soci della cooperativa e le compentenze e le idealità di Aad’A.
Questa prima fase si conclude con la concessione di un co-finanziamento da parte del Gruppo di Azione Locale (GAL) Trasimeno-Orvietano.

ARCHITETTURA

La realizzazione del centro parte dal recupero di tre strutture zootecniche costruite negli anni ’70 e non più utilizzate dai primi anni ’90, che si trovano nel comune di Passignano sul Trasimeno.
La scelta di recuperare le strutture, anziché demolirle, è uno dei punti fondamentali del progetto architettonico perché in questo modo si è mantenuto un legame con la storia dell’area, mettendo in primo piano l’idea del recupero e della possibilità di ricostruire in stretta relazione con il contesto e con l’utilizzo di materiali naturali e tecniche tradizionali integrandole con progettazione di qualità e attenzione all’ambiente ed al paesaggio. Passato presente e futuro si intrecciano, il nuovo intervento parte da un supporto già esistente senza nasconderlo, ma cercando di integrarsi con esso nel miglior modo possibile.
Gli edifici sono stati recuperati utilizzando materiali da costruzione a basso impatto ambientale nella loro produzione, messa in opera ed uso, come legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra, canna di lago, che creano un forte contrasto con le strutture d’acciaio. In questo modo si distingue chiaramente il vecchio e il nuovo, le ex strutture zootecniche e gli interventi di miglioramento apportati.

Punto nevralgico della progettazione la volontà pedagogica e formativa, l’ambizione di diventare un luogo di ricerca e sperimentazione, un luogo in cui imparare facendo: ogni elemento è stato costruito in modo che i materiali di cui è composto si possano toccare e vedere. L’architettura a Panta Rei vuole arrivare a sollecitare i sensi dell’uomo e a coinvolgerli tutti: i diversi colori degli intonaci di terra cruda, l’odore del legno trattato con impregnanti naturali, la sensazione prodotta toccando un muro di balle di paglia, i suoni dell’acqua che scorre nelle vasche, stare a Panta Rei diventa un percorso per risvegliare i sensi, ogni spazio esprime un messaggio, suscita una sensazione.

I lavori per la realizzazione del Centro sono iniziati nell’agosto del 1999, con la bonifica della zona e quindi con il recupero delle strutture aprendo un cantiere attento alle condizioni di salute e lavoro, ma che fosse anche un momento di formazione e di sensibilizzazione dei partecipanti e delle forze produttive del territorio. Panta Rei è stato ed è un cantiere permanente, un organismo in costante evoluzione anche grazie all’apporto dei partecipanti, che ricavano informazioni, competenze, conoscenze, pratiche, tecniche attorno ai temi della sostenibilità e ai temi del costruire e del produrre nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
Fino ad oggi (ed è nostra intenzione continuare), durante workshop, campi di lavoro, campi scuola, corsi di formazione, seminari, progetti di agricoltura sociale, sono stati realizzate parti importanti delle strutture e degli impianti anche grazie al supporto di Scuole, Università, persone singole o associate, aderenti ad ANAB, INBAR, AVS, Ingegneria Senza Frontiere, Legambiente, WWF, Giovani Europei e molte altre associazioni.
Grazie al Servizio Civile Internazionale, al Servizio Civile Europeo, al Servizio Civile Nazionale, ai progetti Socrate, giovani di tutto il mondo hanno dato una mano importante ai soci nella autocostruzione delle strutture e della stessa identità del Centro Panta Rei. Tutte queste esperienze hanno portato alla cooperativa e ai suoi operatori una grande ricchezza in termini di formazione e confronto anche con altre culture.

Lavoriamo per aumentare la diffusione di buone prassi nella gestione dei beni comuni, su progetti e attività incentrate sulla pedagogia del fare, sul cantiere permanente come strumento di supporto per le scuole, i formatori, le associazioni ed i privati interessati ad una metodologia legata alla pratica ed al rispetto dei luoghi, del paesaggio, delle persone e dell’ambiente. Dalla fusione di Panta Rei e La Buona Terra è nata la Cooperativa di Sperimentazione Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile Società Cooperativa Agricola, mantenendo ed incrementando rapporti e collaborazioni, fra le più importanti da ricordare quella con l’Architetto Rainer Toshikazu Winter, responsabile del laboratorio Ecoform, curatore prima per AADA e poi in rapporto privato della progettazione architettonica del Centro Panta Rei e quella con lo Studio Naturalistico Hyla, esperti in biodiversità ed educazione ambientale. Cerchiamo di arricchire una proposta che con radici ben salde, continua a modificarsi per raggiungere gli obiettivi originali e individuarne dei nuovi, valorizzando e mai sfruttando quei giacimenti territoriali spesso ignorati che proviamo a portare a valore, disegnado un modello di sviluppo sostenibile che sappia riconoscersi.

Come raggiungerci

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Contatti

Panta Rei
via Campagna 19A,
06065, Passignano sul Trasimeno
Perugia, Italy

Telefono: +39 075 8296164
Info: info@pantarei-cea.it
Campi Formativi: scuole@pantarei-cea.it
Volontari: volontari@pantarei-cea.it
Orario segreteria: 8.30-13 / 15-18 dal lunedì al venerdì

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