Progetto Panta Rei

Il progetto Panta Rei nasce con la volontà di recuperare un’area agricola abbandonata e degradata, ma con forti potenzialità. L’idea matura all’interno della cooperativa La Buona Terra, proprietaria del terreno e delle strutture, che gestisce un’azienda agricola a conduzione biologica e opera come fattoria scuola dalla fine degli anni ’80.

Intorno a questa idea si raccoglie un gruppo di persone che, nel novembre del 1993, si costituisce in cooperativa Panta Rei (presidente: Gianni Falluomo, vice presidente: Sanni Mezzasoma), muovendosi alla ricerca di collaborazioni e risorse per approfondire gli intenti iniziali ed elaborare un progetto esecutivo. Un passaggio fondamentale è l’individuazione del Programma LEADER II come possibile fonte di finanziamento e l’ingresso di nuovi soci, provenienti da esperienze diverse, ma accomunati da un’idea, da un sogno che nel corso degli anni è venuto sovrapponendosi e incontrandosi con la realtà di tutti i giorni.

Mancava ancora un progettista competente, che soprattutto, condividesse i valori e le finalità della cooperativa per trasformarli in soluzioni tecniche. Determinante in questo senso è stato l’incontro con l’Atelier Ambulant d’Architecture ( Aad’A), Associazione europea di architetti ambulanti, che lavoravano al momento in Italia, Francia, Austria e Germania su progetti di rivitalizzazione socio-ambientale realizzati in autocostruzione, ideata da Rainer Toshikazu Winter. Il gruppo non è composto soltanto da architetti, ma si apre ad altre figure professionali per avere un approccio multidisciplinare, che cerca di ridefinire il ruolo e le responsabilità dell’architettura rendendola meno astratta e più vicina ai suoi destinatari e al territorio. Insieme co-progettammo il recupero e riorientamento dei tre capannoni, strutture di esordio dell’attuale Panta Rei.

Il progetto di massima scaturisce così da una collaborazione molto stretta tra i due gruppi, in una relazione di interscambio fra le esigenze e le esperienze dei soci della cooperativa e le competenze e le idealità di Aad’A.

Questa prima fase si conclude con la concessione di un co-finanziamento da parte del Gruppo di Azione Locale (GAL) Trasimeno-Orvietano.

le principali strutture di panta rei
le principali strutture di panta rei

 

ARCHITETTURA

La realizzazione del Centro parte dal recupero di tre strutture zootecniche costruite negli anni ’70, riorientate in uso diverso dopo l’incendio del 13 luglio 1993.

La scelta di recuperare le strutture, anziché demolirle, è uno dei punti fondamentali del progetto architettonico. In questo modo si è mantenuto un legame con la storia del sito, mettendo in primo piano l’idea del recupero e della possibilità di ricostruire in stretta relazione con il contesto e con l’utilizzo di materiali naturali e tecniche tradizionali, integrandole con progettazione di qualità e attenzione all’ambiente ed al paesaggio.

Passato presente e futuro si intrecciano, il nuovo intervento parte da un supporto già esistente senza nasconderlo, ma valorizzandolo e integrandolo con le scelte di ricostruzione in terra e paglia: nasce un connubio estetico interessante e inedito che costituisce, ancora oggi, uno dei punti di attrazione di Panta Rei, anche dal punto di vista artistico.

Gli edifici sono stati recuperati utilizzando materiali da costruzione locali, a basso impatto ambientale nella loro produzione, messa in opera ed uso, come legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra, canna di lago, che creano un forte contrasto con le strutture di ferro. In questo modo si distingue chiaramente il vecchio e il nuovo, le ex strutture zootecniche e gli interventi di miglioramento apportati.

Punti nevralgici della progettazione:

 la volontà pedagogica e formativa, l’ambizione di diventare un luogo di ricerca e sperimentazione in cui imparare facendo.

materiale per la costruzione di panta rei
materiale per la costruzione di panta rei

Ogni elemento è stato costruito in modo che i materiali di cui è composto si possano toccare, vedere, sentire e respirare. L’architettura a Panta Rei vuole arrivare a sollecitare i sensi dell’uomo e a coinvolgerli tutti: i diversi colori degli intonaci di terra cruda, l’odore del legno trattato con impregnanti naturali, la sensazione prodotta toccando un muro di balle di paglia, i suoni dell’acqua che scorre nelle vasche di fitodepurazione e nel laghetto.

Stare a Panta Rei diventa un percorso per risvegliare i sensi: ogni spazio esprime un messaggio, suscita una suggestione e, soprattutto, offre la rarefazione adatta ad accogliere la densità di chi ci vive e di chi arriva nelle preziosità e nelle criticità. Così, non è strano che a Panta Rei si possano toccare picchi di grande emozione e gioia e baratri di grande crisi, in cui aderire o meno all’invito di assumersi il rischio di opportunità evolutive che sembra essere insito nella nostra realtà.

I lavori per la realizzazione del Centro sono iniziati nell’agosto del 1997, con la bonifica della zona e quindi con il recupero delle strutture aprendo un cantiere attento alle condizioni di salute e lavoro come momento di formazione e di sensibilizzazione dei partecipanti e delle forze produttive del territorio.

 

 

panta rei un cantiere permanente
panta rei un cantiere permanente

Panta Rei è stato ed è un cantiere permanente, un organismo in costante evoluzione anche grazie all’apporto dei partecipanti, che acquisiscono informazioni, competenze, conoscenze, pratiche, tecniche attorno ai temi della sostenibilità, del costruire e del produrre nel rispetto dell’essere umano, delle comunità e dell’ambiente. Fino ad oggi, durante workshop, campi di lavoro, campi scuola, corsi di formazione, seminari, progetti di agricoltura sociale, sono stati realizzate parti importanti delle strutture e degli impianti anche grazie al supporto di Scuole, Università, nazionali e internazionali, persone singole o associate, aderenti ad ANAB, INBAR, AVS, Ingegneria Senza Frontiere, Legambiente, WWF, Giovani Europei e molte altre associazioni.

Grazie al Servizio Civile Nazionale e Internazionale, al Servizio Civile Europeo, ai progetti Socrate, giovani di tutto il mondo hanno dato una mano importante ai soci nella autocostruzione delle strutture e della stessa identità del Centro Panta Rei.

Tutte queste esperienze hanno portato una grande ricchezza in termini di formazione e confronto anche con altre culture.

Contribuiamo per aumentare la diffusione di buone prassi nella gestione dei beni comuni, su progetti e attività incentrate sulla pedagogia del fare, sul cantiere permanente come strumento di supporto per le scuole, i formatori, le associazioni ed i privati interessati ad una metodologia legata alla pratica ed al rispetto dei luoghi, del paesaggio, delle persone e dell’ambiente, in un’ottica imperfetta, in cui più che fornire risposte, contano i processi critici ed esperienziali su cui costruire l’identità della propria storia e i propri sogni personali e collettivi.

Di particolare rilievo la collaborazione con l’architetto Rainer Toshikazu Winter, responsabile del laboratorio Ecoform, curatore prima per AAd’A e poi in rapporto privato della progettazione architettonica del Centro Panta Rei e le collaborazioni con diverse Università italiane e internazionali.